Pietro Falco: vorrei che la mia musica arrivasse a tutti

Pietro Falco, cantautore, musicista polistrumentista italiano, ha di recente pubblicato il suo nuovo singolo No Panic, caratterizzato da un sound funky leggero, pieno di chitarre, basso e sintetizzatori. Abbiamo intervistato l’artista per conoscerlo meglio e scoprire i suoi progetti.

Ciao Pietro, per rompere il ghiaccio ti chiederei di raccontarci il tuo singolo. Cosa rappresenta per te questa canzone?

Ciao! No Panic è venuta fuori con una forza indescrivibile. Era il giorno di Pasqua del 2001. Pensavo un po’ alla mia storia e a quanto spesso siamo noi stessi a imprigionarci nell’infelicità. Bisogna avere sempre la forza di cambiare le cose quando non ci piacciono. La vita è un dono enorme e non va sprecata facendo ciò che non ci fanno stare bene.

Facciamo un salto indietro nel tempo, quando e come è nata la tua passione per la musica?

È nata molto presto. È stato un richiamo incontrollabile. Ho cominciato a suonare da bambino, prima il piano, poi la chitarra, fino a dedicarmi totalmente a questo.

Quali artisti o generi musicali hanno ispirato e accompagnato la tua crescita?

Dai gruppi rock e i super chitarristi fino ai cantautori. Vasco, Battisti, Grignani, poi la scena romana degli anni 90, nella quale mi ritrovo molto.

Quali sono state le esperienze che ti hanno maggiormente formato?

Sicuramente tutte le esperienze che ho fatto negli ultimi anni, lavorando alla musica degli altri. Vedere le cose dall’esterno ti cambia un po’ la prospettiva di quello che fai per te stesso. Poi c’è stato il festival di Castrocaro nel 2015, grazie al quale ho capito che avrei davvero voluto fare questo nella vita. Gli altri giustamente provavano ansia per la diretta su Rai 1, io solo la voglia di spaccare tutto!

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Farò uscire tanti brani, vorrei che la mia musica arrivasse a tutti, all’ascoltatore attento come al fruitore occasionale, senza distinzioni, senza etichette.

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