Sanremo 2021: Ridendo e scherzando siamo giunti alla terza serata di competizione sul palco dell’Ariston. Qualche postumo del lavorare tanto e dormire poco inizia a farsi sentire, ma noi di TRAKS restiamo fedelmente ancorati al posto d’onore sul divano per assistere alla serata dedicata ai duetti e alle cover.

Chiara: Ah partiamo con un Sangiorgi a Sanremo che canta Lucio Dalla. Ma perché loro?

Fabio: Non ho risposte. E non ne avrò dopo l’esibizione.

Chiara: Mi piacerebbe sempre che ci fossero Ron o Iskra a ricordarlo.

Fabio: E invece. Va be’ dai non partiamo prevenuti, esibizione più che dignitosa dei Negramaro su 4-3-43 che commemora i cinquant’anni della canzone e il compleanno di Lucio Dalla. Continuiamo a non aver capito perché la scelta sia caduta sulla band pugliese ma lo spettacolo inizia tutto sommato bene.

Chiara: Sei democratico. Eppure c’è stato un tempo in cui io Giuliano l’ho amato. Sinceramente sì, sono bravi e si confrontano con pezzi sacri che portano a casa con dignità. Però mi manca qualcosa, quel friccicorino, per dirla strana.

Fabio: A me è sempre mancato, se devo essere onesto, quando li sento. Qui concedo il bonus che si offre quando ti confronti con mostri enormemente sacri.

Chiara: Stasera vota l’orchestra. So che sarà meno drammatico di ieri. So o mi illudo di sapere?

Fabio: Sai sai. Però questo non ci mette al riparo da sorprese. Ma cominciamo con le esibizioni dei big, la prima uscita tocca a Noemi con Neffa con la ben nota Prima di andare via.

Dopo pochi istanti di esibizione si capisce chiaramente che c’è qualche difficoltà con l’audio.

Chiara: Sono fuoritempo o non si sentono?

Fabio: Sarà Sangiorgi che ha stroiato i microfoni.

Chiara: Esagerato. Ma il problema è decisamente evidente. Per di più non si capisce se loro ne sono consapevoli

Fabio: Neffa ha l’aria da passante… Se tutte le canzoni si sentono così siamo a cavallo.

In contrasto netto con la performance in gara Fulminacci si lascia andare nell’onda jovanottiana, accompagnato dall’intervento al solito un filo stralunato di Lundini, nonché dall’energia di Roy Paci

Chiara: Roy Paci continua ad avere il fiato buono eh? Bella scelta, senza scomodare brani troppo impegnativi.

Fabio: Stavo dicendo lo stesso. Ma confesso che sto anche buttando un occhio all’Inter.

Chiara: ah ecco. Io invece butto l’occhio sulla protagonista femminile di questa serata, la top model Valeria Ceretti, 22 anni di speranza. Posso dirlo? Mi manca Elodie. E mi manca anche Renga, santo cielo. Il Renga con la voce, intendo. Cosa gli hanno fatto?

Fabio: Ci si mette d’impegno, su questa nuova versione di Una ragione di più, in compagnia della turchina CasadiLego.

Chiara: Io continuo a sopportarla come il famoso tizio con la chitarrina che abbiamo menzionato ieri.

Fabio: Il risultato comunque è devastante. Questa era una grande canzone e lui è sempre stato un grande interprete. Non me ne faccio una ragione.

Chiara: Forse Ursula ha rubato la voce anche a lui, dopo aver fallito con la Sirenetta. Anche io per anni avrei voluto rapirlo e tenerlo solo per me.

Fabio: Ho sempre preferito Toy Story. Ma va bene lo stesso, o meglio, non va bene. Forse è opera di Manuelito anche la scelta di questo pezzo.

Sanremo 2021: da Santarcangelo alla Guascogna

Nel frattempo, come prevedibile, gli Extraliscio & friends trasformano in balera elettrica l’Ariston, che si popola di personaggi improbabili, tra cui Casatshock e Rosamunda.

Chiara: Standing ovation dai peggiori bar di Santarcangelo di Romagna. Esiste una registrazione di me bambina che canto fuoritempo il ballo della steppa con grande intensità. Se vince Willie te la cerco.

Fabio: La voglio immediatamente. E la alleghiamo in dispense la sera della finale.

Chiara: Avrò avuto 4 anni, urlavo cose a caso tipo “Cassaaaaa Cioook”.

Fabio: Meraviglioso, come direbbe Sangiorgi. Tornanto agli Extraliscio, mi piace di questi ragazzi, ok ex ragazzi, che comunque fanno sempre il loro, ma con un tocco di fantasia. E poi di base a me quelli che vanno su quel palco lì a incasinarlo piacciono sempre.

Chiara: Ma infatti. E sono una delle poche certezze. Da Toffolo ti aspetti che faccia Toffolo e ti rassicura anche un po’.

Cmq alla fine una telefonata allunga la vita. E anche il brodo sanremese. Stavolta dallo smartphone di Amadeus salta fuori un messaggio vocale di complimenti e belle cose di Vasco a Fiorello a intervallare le 26 (VENTISEI) esibizioni della serata.

Chiara: È il turno di Nesli, venuto con furore ad accompagnare Fasma in questa serata con il suo brano La fine.

Fabio: E chi dei due è Fasma?

Chiara: Quello con il microfono spento direi. E meno male che quest’anno c’hanno da pensare giusto all’audio… Manco fossimo in Eurovisione oh!

Fabio: Quest’anno i problemi fonici sono abbastanza una costante.

Chiara: E nel mentre, dopo il piccolo spazio pubblicità per ripristinare una parvenza di ordine tra i fonici, l’atmosfera è talmente rilassata che ora Nesli prende a mazzate Fasma. Perché lo guarda così brutto?

Fabio: Diciamo che l’interpretazione non li starà rendendo felicissimi, ecco.

Chiara: qua di problemi ne abbiamo almeno un paio, al netto dell’audio: 1) questa canzone l’ha resa famosa Tiziano Ferro. Qua abbiamo l’autotune. 2) Nesli è cmq peggio dell’autotune.

Fabio: Meno male che lo dici tu. Che se lo dico io sembro anziano.

Chiara: Ma dai, è vero, non ha cantato bene nessuno finora.

Fabio: Dimentichi Fulminacci-Lundini-Paci.

Chiara: Ah sì vero! Ma non era ieri? C’è Bugo! “Non saràààà un’avventuuuuraaaa”.

Fabio: Ma che gli hanno fatto alla voce?

Chiara: Quello che hanno fatto a Renga temo. Almeno lui si è portato da casa i Pinguini Tattici Nucleari.

Fabio: Zanotti sul palco di Sanremo, segna l’Inter. Coincidenze? Non credo.

Chiara: E Riccardo è quello intonato stasera. Sembrano le prove generali di Irama in quarantena.

Fabio: Se c’è bisogno di animare la scena i Pinguini zompano sempre in prima fila, impavidi. E comunque scende dal palco Zanotti e l’Inter risegna. Coincidenze? Ok, la smetto.

La coppia campione di tenerezza composta da Francesca Michielin e Fedez propone un delizioso medley battezzato E allora felicità.

Fabio: Michielin stesso stilista di Casadilego?

Chiara: somigliano un po’ al dipinto American Gothic. Soprattutto il mood coloniale di lei. Qua però siamo nel nostro. Calcutta, Silvestri… che gioia.

Fabio: Però posso dire che i medley dovrebbero essere aboliti per Costituzione?

Chiara: Soprattutto quando inaspettatamente parte Al Bano.

Fabio: Devo dire però l’interpretazione non è male. Bravi e divertenti.

Chiara: Comunque la voce della Michielin è sempre una garanzia, sembra lei l’adulto della situazione ma alla fine anche chi se ne frega. Fedez è tenero, concentrato e fa il suo. Bravi solamente loro e Fulminacci finora.

Fabio: C’è la benedizione della voce, un po’ invecchiata e quasi malata, di Francesco Guccini per il Cyrano di Irama.

Chiara: hai fatto la rima quasi.

Fabio: “sta scrivendo…”

Chiara: Ok, Fabio sta scrivendo fa tipo 5 minuti. Ho paura.

Fabio: Sì mi sono reso conto che stavo scrivendo con un po’ di pregiudizi. Ma Irama si difende. Può anche essere arruolato nei cadetti di Guascogna.

Chiara: Davvero oh. Ed è pure in video di prove generali, quindi forse avrebbe fatto anche di meglio se avesse potuto esibirsi sul serio. Devo dire che per quanto Irama per me sia sempre NO, che canzone. E l’ha anche cantata con rispetto.

Fabio: Però niente lacrime, mi spiace. Quando la canto con il Maestrone invece mi sciolgo sempre.

Il Samurai Manuel e i suoi ninja

Chiara: Ecco, a proposito di maestro. È la volta di Maneskin in compagnia di Manuel Agnelli. CCCP, Amandoti. Niente di serio.

Fabio: La forzatura è quello che distingue i Maneskin da una buona band. Il confronto con Manuel è impietoso. Che poi non i Maneskin, solo Damiano.

Chiara: Che ci importa del mondo! Samurai, mio Samurai, fai di me ciò che vuoi. Manuel è gigante dai, anche se sembra un guerriero di Mortal Kombat. E niente petto nudo, peccato. Però si difende bene anche il resto del palco.

Fabio: La versione diventa particolarmente elettrica, l’opposto di quella, per chi ricorda, proposta da N.a.i.p. a X Factor.

Chiara: Qua ho goduto regaz. Sarà che non vado a un concerto da troppo ma vedere Manuel mi lascia sempre qualche speranza sul mondo. Anche se dura poco. Diamo una bella pacca sulla spalla a chi ha deciso di mettere in scaletta prima Agnelli e poi i The Kolors.

Fabio: The Kolors e Fasma si divertono e omaggiano di nuovo il Lorenzo nazionale, ma il confronto con il Team Fulminacci è impietoso.

Chiara: E impietosamente giudica, come dicevano i Timoria.

È la volta di Willie Peyote, in buona compagnia: un Samuele Bersani in ottima forma. Scelgono l’immortale Giudizi Universali per far vedere che…

Chiara: UN CAPITANO! C’è solo un capitano! La voce di Bersani è una coperta calda che ti avvolge quando ti senti uno schifo. Willie ha portato una delle canzoni sanremesi dei miei tempi d’oro e mi ha resa felice. Ed è anche molto elegante il mio numero 10. Ma punti Fantasanremo?

Fabio: Ora non avere la fissa dei punti. Goditi una grande canzone e anche il tentativo di mostrare un lato diverso da quello battagliero e appuntito che ben conosciamo.

Chiara: Peraltro Amadeus saluta il suo caro amico Bersani, che gli risponde che non si vedevano dal 1995 in Corea. Tutto benone. Comunque la fai facile, tu, dall’alto della classifica.

Fabio: Saluta il capolista.

Chiara: Ti saluta direttamente Orietta Berti con le Deva. Chi sono le Deva?

Fabio: Abbreviazione di Devastanti, direi. Il povero Endrigo e la sua Io che amo solo te continuano a essere maltrattati, non tanto da una più che rispettosa Orietta, quanto da un quartetto simil americano di cui francamente non si vede né si sente l’utilità. Orietta che man mano che passano le serate comincia ad assumere il ghigno tipico dei nemici di Batman.

Chiara: Hai ragione. Arriva anche Christian Bale?

Fabio: Speriamo. Comunque lei continua a chiamare Amadeus “Amedeo”.

Chiara: Tra un po’ inizio a chiamare anche te Amedeo. Pensa lei povera donna.

La gara continua con Gio Evan e i cantanti di The Voice Senior che si esibiscono sulle note de Gli Anni degli 883.

Fabio: Direi che Gio Evan nel complesso se la gioca con Fra’ Cionfoli per il titolo di personaggio più imbarazzante della storia del Festival.

Chiara: Tonalità sbagliata per Gio Evan peraltro. Lo hanno definito Poeta da Instagram, ma a me in due secondi sembra di essere alle vecchie feste dell’Unità.

Fabio: Ma magari, almeno due birrette e due salamelle ci scappavano. Lui ha cantato quasi niente e tutto sbagliato. Incredibile.

Chiara: Povero Gio!

Fabio: Poveri noi! Per fortuna entra in punta di piedi il prossimo concorrente. Tra le esibizioni più azzeccate ed “educate” anche a livello musicale c’è quella di Ghemon con i Neri per caso. Nonostante il maledetto medley.

Chiara: Rodrigo manda baci a tutti stasera e Ghemon è bellino tutto pettinato e sorridente. E poi ho cantato dall’inizio alla fine. Questo ci piace! Ci piace meno il tempo che passa. Li ricordavo decisamente diversi i Neri per Caso.

Nuovi intervalli, vecchia comicità. Fiorello prende a scappellotti Amadeus perché non lo ama più come una volta.

Chiara: Il problema reale è che ogni tanto sorrido. Forse è una paresi.

Fabio: Ma anch’io, anche se vorrei tanto un’edizione solo musicale e più compatta. Ma forse l’anno prossimo…

Chiara: L’anno prossimo andiamo a Sanremo anche con la pandemia, vero?

Fabio: Pensa che prima di incontrare te lo schifavo.

Chiara: E ora è mezzanotte e canti Io Vagabondo davanti allo schermo. È andata così.

Dalla Splendida Rettore ai lavoratori sul palco di Sanremo

Dopo intermezzi infiniti, ospitate e gag non sempre riuscitissime torna il ritmo finalmente.

Fabio: Lucchesi-Mangiaracina e complici assortiscono una sorta di bar di Guerre stellari ma fanno ballare alla grande.

Chiara: La rappresentante di lista se la cava anche con la cover di e con la Rettore. Splendido splendente, se non che l’ospite sembrava ancora più su di giri di quanto ricordassi.

Fabio: Mah è sempre stata così. È stata tipo la mia seconda o terza intervista della vita

Chiara: La mia seconda la ricordo, ma non è stata così divertente

Michele Bravi sempre più fluid arriva a prestare la sua voce, che ci aspettavamo più graffiante, a quella soave di Arisa, sulle note di Quando di Pino Daniele.

Chiara: Un mix che su carta pensavo potesse funzionare, e che funziona, ma senza l’intensità che mi aspettavo.

Fabio: Graffi pochi, però esibizione dignitosa con un’altra canzone piuttosto intoccabile.

Nel mentre Chiara si appisola almeno 3 volte, Fabio resiste stoicamente tra battutacce e altre amenità fino a che, finalmente, è la volta di Achille Lauro.

Chiara: Stasera Lauro ha messo il pop su “tela”, questo genere che è sempre stato frainteso, incompreso, ridotto a banalità. Il pregiudizio è una prigione. Il giudizio è la condanna. Il brano scelto è la sua Penelope. Insegnami com’è il suo mantra.

Fabio: le apparizioni di Achille l’anno scorso erano bellissimi quadri ma a sé stanti, come quadri appunto, iconici e un po’ statici, quest’anno interagisce, lavora anche di squadra e allarga la prospettiva scenografica ed estetica

Chiara: Allarga anche le braccia, spalanca il cuore, prova in ogni modo a farti capire che non sei solo. Non è solo neanche lui, ad accompagnarlo c’è Emma Marrone che, stranamente, si è rivelata assolutamente una scelta azzeccata. God bless the misunderstood.

Fabio: Anche a Madame il coraggio non manca, men che meno nella scelta e nella resa di una delle canzoni più singolari della carriera del Molleggiato, Prisencolinensinainciusol. Ma è vero che c’è molto di scenario e non tantissimo di “suo”.

Chiara: sembra un musical, non in senso positivo però. Diciamo che non brilla con un pezzo del genere per quanto non sembri comunque fuori posto, e non aiuta neanche lo stile: il color ratto dell’abito mortificherebbe anche Elodie, avrei optato per qualcosa di meno anziano.

Fabio: Be’ il color ratto perché doveva fare la prof, giustamente parlano dei banchi a rotelle, qualche riferimento all’attualità ci va.

Chiara: A me sembra davvero che l’abbiano chiusa in una scatola e che, per non esplodere in ciò che davvero sarebbe in grado fare, abbia optato per un basso profilo… peccato.

Profilo alto invece, quantomeno sulle scelte, per i paladini del Fantasanremo (e anche un po’ della giustizia) Lo Stato Sociale.

Chiara: Sono divisa tra l’amore per ogni nota di Non è per sempre (chissà che ne pensa Manuel il guerriero) e l’impietoso confronto con l’originale.

E poi arriva il senso di Francesco Pannofino e di Emanuela Fanelli, che a gran voce riportano l’attenzione sui locali chiusi, suli lavoratori del mondo dello spettacolo, sulla necessità di resistere… perché non sarà per sempre-

Chiara: Mi hanno fatto piangere con una bimbetta.

Fabio: Sapevo che sarebbe stata una prova difficile per te. E anche per me. Però apprezzo la dignità e l’omaggio. La rifanno in minore e la riempiono di contenuti con le luci accese sui teatri, i cinema, i live club, i lavoratori che vivono in sospeso. Un po’ come tutti noi. ❤️ La standing ovation (solo dell’orchestra) è meritatissima.

Il gran finale (?) di serata

Nuovamente discutibile far salire subito dopo un momento così toccante Annalisa, accompagnata da un Fede Poggipollini ancora in gran forma nonostante i chilometri macinati nel corso degli anni.

Chiara: Vocalmente non ho mai niente da dire. Brava. Look su cui invece avrei qualche commento da fare, nonostante il tentativo di entrare nel mood di Bublé.

Fabio: E’ sempre elegante di suo, ma in effetti anche meno. Comunque a momenti s’ammazza cadendo! (1000 punti al Fantasanremo).

Chiara: Gaia porta Tenco. Impegnativo. Insieme a lei Lous and the Yakuza.

Fabio: Però bel contrasto di colori e voci che si completano per una versione molto intensa del classico di Tenco.

Chiara: va sempre preso con le pinze Luigi Tenco, e questa canzone in particolare. Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare…

Ci sono ancora cantanti in gara. Qualcuno lo stiamo anche aspettando, come Colapesce e Dimartino e la loro versione di Povera Patria.

Chiara: Wow, sono rapita, confrontarsi con Battiato poteva essere davvero un suicidio. Sono stati molto affiatati e forse un po’ meno spaventati della volta precedente.

Fabio: Il risorgere della speranza dai fanghi del presente diventa quasi una sinfonia grazie a una performance a tutto tondo di Lorenzo e Antonio (li chiamo per nome per affetto, mica perché li conosco) che omaggiano Battiato con delicatezza ma anche con grande amore.

Chiara: Come sei ispirato! Io striscio ormai.

Fabio: Eh sono anche molto ammirato. Ora arrivano i Coma_Cose. Dai ragazzi, non fate brutto.

Sul palco con la coppia c’è Alberto Radius.

Fabio: Radius è il nonno di Giò Evan. Duretta questa eh.

Chiara: Purtroppo sì, forse troppo dura. Tre quarti del bello delle canzoni di Battisti era che fossero di Battisti.

Fabio: Non essere troppo dura con questi ragazzi. Io ci vedo molto rispetto, anche nel modo in cui lasciano il palco per dare spazio alla chitarra del loro ospite.

Dopo questa esibizione e l’ennesima pausa pubblicitaria si sono fatte quasi le 2. Spinoza avverte che l’ultimo cantante in gara potrebbe doppiare il primo di domani. E noi che siamo ancora lì davanti iniziamo a crederci.

Fabio: Ancora spiritati benché ormai albeggi, si ripresentano i Negramaro, poi si riparte con la gara insieme a Malika Ayane. Gioca con le pause e le coreografie su una “Insieme a te non ci sto più” che esegue con tanta classe e misurando i gesti.

Chiara: Quando una è brava è brava c’è poco da fa’. Malika poi ha storicamente sempre proposto e interpretato cover di tutto rispetto. Peccato per la tenda di perline che fa molto porta della cucina di una casa affollata qualunque in un film di Ozpetek.

E poi, inaspettatamente ma non troppo…

Fabio: Ogni tanto qualche lampo che ti ricorda perché alle due di notte sei ancora qui a guardare: questa combo Gazzé Silvestri a proposito di Csi, con qualche idea psichedelica sparsa qui e là è un piccolo gioiello.

Chiara: E anche se so che sono ripetitiva, meno male che ci sono loro.

Se fosse

toccato

a Gio Evan

adesso avrei spento.

Ma manca ancora Ermal Meta.

Fabio: Ma davvero Caruso?

Chiara: Eh. Tanto vince comunque lui… Ha mai partecipato a Sanremo senza vincere?

Fabio: Forse un secondo posto. Una vita da mediano quella di Ermal: sbagliare sbaglia difficilmente. Però è tutto prevedibile. Anche se la canzone in realtà sarebbe un po’ osé per lui. Cioè cos’ha di meglio degli altri?

Chiara: Ritornelli facili, tanto amore, un paio di frasi instagrammabili a brano. Un bel sorriso, elegante, educato… siamo a Sanremo in fondo.

Fabio: Si ma è resta comunque Medioman. Speriamo nell’orchestra.

Chiara: Speriamo che finisca anche l’agonia di Aiello.

Fabio: Magari Vegas Jones pone fine alle sue sofferenze.

Chiara: fa il cecchino? Cmq capisco che Aiello: Fabio = Gabbani : Chiara. E Rino Gaetano non meritava una violenza simile sulla sua Gianna. Ci sono un po’ di artisti che stanotte si stanno rivoltando nella tomba.

Fabio: Rino a trottola.

Chiara: E poi fa sempre vedere il marsupio

Fabio: Spacchiuso!

Chiara: Ma anche impunito.

E poi tutto a un tratto arrivano i risultati. Tutta sta caciara per confermare che Ermal Meta è sempre il numero uno assoluto, anche per l’orchestra e non solo per la giuria demogorgonica.

Fabio: Di Ermal non voglio neanche parlare. Ma se metti queste versioni di Aiello e di Gio Evan davanti al lavoro che hanno fatto i Coma_Cose, lasciandoli tra l’altro all’ultimo posto, meriti che ti straccino il diploma del Conservatorio in faccia. E non lo dico solo perché ormai è notte fonda.

Chiara: Ti vedo un filo bellicoso. Non avranno fatto per riequilibrare i voti della giuria demoscopica?

Fabio: Ma certo, è tutto un regolamento di conti fino a sabato, io ammazzo un parente a te e tu lo ammazzi a me. Però posso dire che cosa hanno ammazzato a me nel frattempo o è meglio andare a dormire?

Chiara: Ehm a domani!