Finché c’è vita è il nuovo video dei Santo Barbaro, la creatura di Pieralberto Valli e Franco Naddei che a novembre dello scorso anno ha pubblicato il disco Geografia di un corpo. Il videoclip è un’immaginazione del regista Christoph Brehme e affianca la versione del brano contenuta nell’ep acustico Radiografia di un corpo pubblicato in digitale su Bandcamp, dove Pieralberto Valli rilegge chitarra e voce cinque brani di “Geografia di un corpo” accompagnato dal violoncello di Daniele Rossi.

Finché c’è vita è però anche il titolo del nuovo romanzo di Pieralberto Valli, con la prefazione di Paolo Benvegnù, ora disponibile in formato cartaceo scrivendo a pieralberto_valli@yahoo.it. Il libro è una sorta di contraltare letterario del disco “Geografia di un corpo” e racconta due storie, apparentemente distanti nel tempo e nello spazio, che si uniscono in un gioco di intrecci a formare un tutt’uno estremamente lirico e intenso.

Disco, ep e libro sono le molteplici derivazioni di un’unica riflessione poetica sul senso dell’esistere, del dolore e della morte che pone al centro il corpo, spazio fisico e cosmico nonché unico mezzo per arrivare ad un’altezza spirituale. Di tutte queste suggestioni il video di Christoph Brehme è una specie di punto di contatto e chiude di fatto questo denso capitolo del percorso dei Santo Barbaro per aprirne presto un altro di cui si saprà di più prossimamente.

Il video – racconta Pieralberto Valli – riprende perfettamente la sospensione temporale del libro, tra la desolazione metropolitana del presente, della città desolata vista dall’interno di una macchina e la vita immobile della campagna, senza dare un giudizio di merito ma presentando le due vite con l’occhio di un documentarista ma anche quello di un sognatore che vede uno strano personaggio aggirarsi nei luoghi che riprende e le case abbandonare il pianeta. Quando si dice finché c’è vita viene spontaneo finire la frase con c’è speranza, ma la vita viene ancora prima e della speranza se ne frega, nel senso che si giustifica e trova ragione d’essere nella vita stessa, nella sua accettazione. Per cui finché c’è vita c’è vita. E questo basta”.