Il lungamente annunciato esordio omonimo dei Sì! Boom! Voilà! è alfine uscito per Woodworm, disponibile in digitale e in formato fisico. Roberta Sammarelli (basso), Davide Lasala (chitarra), Giulio Ragno Favero (chitarra), Giulia Formica (batteria) e Michelangelo Mercuri – N.A.I.P. (voce) danno vita a un progetto decisamente alternativo, sicuramente molto rock, di forte impatto.
L’album sarà disponibile anche in versione fisica: un vinile crystal da 180 grammi in edizione limitata e numerati in bauletto con inserto testi e fotografia della band, in esclusiva per Woodworm, e una versione in vinile nero 180 grammi in edizione limitata e numerati, distribuita su tutti gli store.
A completare la release, il cd ecolpak con doppia tasca a tunnel e inserto con i testi.
Club.Tour.2026
L’album arriva dopo l’annuncio del Club.Tour.2026, un viaggio nei club delle principali città italiane prodotto da Gemma Concerti, che hanno iniziato dal The Cage di Livorno, per poi proseguire il viaggio in diversi club italiani. Di seguito il calendario completo delle date:
23.01 – Bergamo, Druso
24.01 – Pordenone, Capitol
29.01 – Torino, Hiroshima Mon Amour
30.01 – Nonantola (MO), Vox
05.02 – Milano, Santeria Toscana 31
18.02 – Roma, Largo Venue
20.02 – Perugia, Urban
21.02 – Ravenna, Bronson
Biglietti disponibili qui: https://linktr.ee/siboomvoila
Sì! Boom! Voilà! traccia per traccia
Il lato surreale e forse un po’ dadaista della band non tarda a emergere: Vivere Così Così (Non si può più) è un rock moderato cantato alla Gaber, con qualche affermazione apodittica che si allarga fino a diventare quasi uno slogan.
Si parla di matematica (?) in Santi numeri, o più probabilmente di musica: una polemica (un filo boomer) contro l’algoritmo e l’incapacità dei musici dei tempi moderni. Attorno un accompagnamento teatral/hard rock con qualche punta grottesca.
Il singolo Pinocchio arriva subito dopo, martellante come ce lo ricordavamo, anche se con pause meditative un po’ solipsistiche, procedendo in ambito quasi math per ondate successive.
Giochi di prestigio, con un certo riferimento ai “cattivi” che fingono di sparire e invece sono sempre rimasti lì (tipo i fascisti, insomma) ecco Voilà: citazioni aperte di Dalla e del suo Disperato erotico stomp si mescolano a un contemporaneo un filo allucinato.
Ci sarà una ballad in questo disco? Be’ c’è: Lavori in corso costruisce un ambiente notturno e lo popola di suoni malinconici e dell’ “immensa sofferenza dei lampioni“. Una serie di “passami” completa il discorso, in un climax emotivo e sonoro che finisce in un coro desolato.
C’è un gelato all’inizio di Mentre succhiamo, che elenca una serie di azioni fatte “mentre”, altra canzone a esplosioni successive, con una narrativa che va all’esplorazione dei momenti che possono dare un senso (e mettere a dormire il mostro che abbiamo dentro).
Gogna ragazzo gogna prende giusto un filo in giro Vecchioni e i suoi sogni, andando alla ricerca di approvazione e complimenti con una canzone quasi glam rock. Almeno nella prima parte, mentre la seconda si avvita in un loop che scende verso il basso a spirale.
Discorsi ripetuti ripetuti ripetuti si trovano in Un pezzo degli Swans, ipnotica e psichedelica, ma anche molto stramba sia per struttura sia per le riflessioni che contiene. Sonorità da soundtrack quelle di Saldi di fine tutto: in un mondo totalmente in vendita trovare un significato a ciò che si vende e a ciò che si è appare sempre più complicato.
Un’esplosione di sentimenti negativi ci attende in Dio, come ti odio, che pure esprime con tranquillità la propria avversione verso un qualcuno che forse esiste e forse no. Si chiude con una morbidissima Da Zero, cantata da Roberta Sammarelli, e un po’ meno curiosa di tutto quanto ascoltato fin qui.
Come detto e come ci si aspettava, il disco dei Sì! Boom! Voilà! vive di sonorità molto robuste ed elettriche e dei testi surreali di N.A.I.P., che trovano una collocazione adatta con Sammarelli-Lasala-Formica-Ragno Favero (e neanche un gioco di parole nella convivenza tra Ragno e Formica? Ok).
Ma forse è perché non mi sono ancora del tutto ripreso dall’uscita di Roberta dai Verdena e sono rimasto un po’ offeso dall’idea, non sono completamente convinto dell’operazione. Intendiamoci: il disco è ottimo, alternativo, energico, una sberla potente che sicuramente può far bene, in tempi in cui ormai si dà per scontato che il rock è morto e non può dare più niente di nuovo.
E invece no: lo spazio per fortuna c’è sempre, soprattutto se i musicisti sono di questo livello e hanno motivazioni e spirito giusti. Certo, a volte il voler cercare a tutti i costi il surreale (caratteristica insita nella scrittura di NAIP) mi fa storcere un po’ il naso. Ma potrebbe essere un’impressione che gli ascolti ripetuti cancelleranno.

