Snow In Damascus, “Unconscious Oracle”: la recensione

Nuovo album degli Snow In Damascus: la band, già nota per il disco d'esordio Dylar (pubblicato per Stoutmusic), ritorna, a quattro anni di distanza, con Unconscious Oracle. Il nuovo lavoro, più maturo rispetto al precedente, si compone di dieci brani fra post rock, cantautorato e folktronica.

La formazione è composta da Gianluca Franchi, Ciro Fiorucci, Giorgia Fanelli, Matteo Bianchini e Michele Mandrelli. Ciro Fiorucci fa anche parte della formazione live di Paolo Benvegnù, mentre i restanti hanno quasi tutti dei progetti solisti. Il disco è stato registrato insieme a Michele Pazzaglia, anche lui musicista per Benvegnù.

Snow in Damascus traccia per traccia

Il disco si apre sui paesaggi morbidi e ondulati di Unconscious Oracle, la title track, che introduce con calma alle sonorità vaste e morbide della band. Volteggiano con calma anche i Vultures cui è intitolata la seconda traccia, con una commistione di voci e un drumming appuntito.

Fade Away sceglie opzioni malinconiche, con tanto di archi a supportare la costruzione del brano. Nel finale voci femminili e un emergere progressivo del drumming spostano il discorso su piani post rock.

Still Astral Trip offre invece una prospettiva che sembra attingere dalla visione di alcuni gruppi indie britannici, Elbow in testa, dal respiro allargato. Oscurità maggiore quella di No Details, con propensioni elettroniche che si muovono appena sotto la superficie.

Will apre la seconda metà del disco con ritmi alteati e un incedere molto incalzante. Guilty Brain ha qualche filtro e un percorso piuttosto accidentato e non molto sereno. Di nuovo influenze internazionali nella notturna Cherry Tree, impreziosita dal sax nel finale.

Falling Upwards ha una struttura rock, con qualche risentimento e qualche ripensamento distribuiti lungo la strada. Si chiude con Make Me Blind, che sorge dal basso con forti battiti, armonie vocali e un giro molto evocativo di chitarra nel background.

Gli Snow in Damascus costruiscono un disco morbido, contemporaneo e spesso molto piacevole, con idee, ispirazioni e aspirazioni tutte al posto giusto.

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