Dopo l’uscita del suo primo ep, Codice binario_(01), la scorsa primavera e del singolo uno schianto al suolo la mia/tua pelle non si bagna poche settimane fa, l’artista torinese alma torna con il suo nuovo album: oltre al club cosa (ci) resta. Il disco, in uscita oggi venerdì 18 settembre per Futures Label (Woodworm) è una prosecuzione naturale del suo percorso artistico e include, al suo interno, anche i brani già presentati nel precedente ep.
Se l’ep raccontava la coesistenza di due dimensioni apparentemente opposte come il club e l’introspezione, l’album sposta l’attenzione sul momento successivo, trovando il proprio centro nella trasformazione e nell’attraversamento.
alma traccia per traccia
Partenza piuttosto arrembante quella di fiorire in una giungla, che incomincia a descrivere i deserti urbani, dipinti anche grazie a suoni sintetici come ambienti selvaggi e particolarmente difficoltosi da vivere.
Molto dinamica anche uno schianto al suolo la mia/tua pelle non si bagna, che ha un fraseggio molto fitto, ma anche una sensazione di spaesamento che emerge fra le barre di un brano che trasmette disagio e stupore.
Voci si intrecciano con alle spalle un beat piuttosto articolato nell’intermezzo SARAIFELICE, prima delle percussioni altrettanto articolate di non sento + aria: la sensazione di asfissia è trasmessa anche dalle ritmiche ossessive e molto serrate. “Non c’è più niente per me/non sei più niente per me” è il doppio concetto su cui gira il brano.
Parte più morbida ho tracciato quel confine, sempre pervasa di tristezze, ma capace anche di cambiare marcia e ritmo nella seconda parte del brano, per rendersi più incisiva.
Tratti di visioni da sogno ma anche conoscenze recenti ma già significative in nome proprio (Petra), che ricorda in qualche modo le idee di Cosmo. Ma anche qui si parla di ferite, di legami che costringono e meno dei concetti di liberazione che il musicista di Ivrea porta quasi sempre con sé.
Echi di Cosmo anche nel titolo di 6 la mia città 6 la mia cura, ma il brano va in tutt’altre direzioni: il freddo di Torino fa da sfondo a un brano ipercinetico e nervoso, anche se poi il cantato rimane morbido e malinconico, anche quando si interroga sulla propria fortuna.
Altro intermezzo parzialmente cantato quello di IDONTCARE, che lascia spazio dopo poco più di un minuto a rumore, una canzone che in realtà di rumore non ne fa neanche tantissimo: anzi è tra le più delicate del disco, pur senza rinunciare a percussioni comunque ricche di intensità.
Incomincia in Svizzera e finisce nel club passi di noi, che fa un tuffo, almeno parziale, nell’autotune, finendo a proporre dinamiche particolarmente spesse e muscolari.
Progetto interessante e pervaso di sadtronica quello di alma: i suoi testi sono sempre malinconici fornendo un pattern nel quale è semplice immergersi. Ma dall’altra parte il ritmo fa sempre da contrappunto e in qualche modo salva dall’angoscia, offrendo opportunità di movimento e in qualche modo anche di fuga da se stessi, nonostante la tristezza che vorrebbe opprimere.
Chi è alma
alma è il nome d’arte di Gabriele Disopra, artista torinese. Si è avvicinato alla musica durante il liceo, scrivendo. Poi le parole hanno trovato il loro suono, e da lì non si sono più staccate. Dopo l’università ha aperto il suo studio di registrazione, iniziando a collaborare come autore e co-produttore e ha avviato collaborazioni come autore e co-produttore, nel 2022 viene selezionato per _reHUB (la produzione creativa del _resetfestival), lavorando con Bianco. Il percorso prosegue con il coinvolgimento nel progetto FUTURES (sotto l’egida di Woodworm), consolidando la direzione artistica grazie al sodalizio con il produttore Ale Bavo.
A inizio 2026, il progetto si concretizza nel primo ep Codice binario_(01). È un diario sonoro che racconta il dualismo tra il corpo che si agita nella notte e il pensiero che resta una volta tornati a casa, unendo l’energia cinetica alla vulnerabilità privata. Quello di alma è un processo che non cerca di abbellire il negativo, ma di non lasciarlo vincere, dando vita a una “malinconia elettronica” che si concretizza in una musica che si balla, ma non solo con i piedi — anche con la testa. (cit.)
Oltre alla musica, porta avanti altri progetti che per lui sono estensioni naturali di quello che fa in studio e sul palco. Dal 2022 co-gestisce 8NOLIEU, un’associazione culturale torinese che promuove l’arte contemporanea e crea connessioni tra artisti, musica e performance. Nel 2023 ha co-fondato Luma, un brand di gioielli nati da idee artistiche e musicali, dove ogni pezzo racconta una visione o un’emozione concreta.








