Emergence of Shadow (Mint Condition Records / Self Distribuzione) è il nuovo album di Davide Ghidoni prodotto da Gianluca Pighi: già disponibile in digitale, il vinile sarà disponibile da venerdì 18 settembre. Trombettista dalla carriera costellata di collaborazioni internazionali, Ghidoni firma qui il suo progetto più personale.
Si tratta di un disco prevalentemente strumentale in cui la tromba si fa voce, racconto ed emozione: unico brano cantato è Come On Closer, interpretato da Heidi Vogel (The Cinematic Orchestra), un momento di sospensione e intensità all’interno del progetto.
Da sempre Ghidoni mantiene un approccio aperto e curioso, lasciandosi ispirare da generi, artisti e culture musicali differenti. Nei suoi progetti convivono naturalmente influenze dal rock al soul, dal jazz al blues e da altri linguaggi che hanno lasciato un segno nel suo percorso: più che identificarsi in un unico genere, preferisce considerare la musica come un filo conduttore capace di unire stili diversi attraverso emozioni, sensibilità e rispetto per l’identità artistica.
Davide Ghidoni traccia per traccia
Si parte dalla tromba, com’è giusto che sia, con Emergence of Shadow, title track che si avviluppa a loop mobile intorno ai primi accordi, lasciando poi spazio alla chitarra, tutto con toni di jazz morbido.
Approccio più orchestrale e con cantato per Come on Closer, che prende giri più vasti e acquista colori decisamente più vicini all’r&b. C’è la sordina per la tromba di Walking with you, che propone suoni un po’ più acidi, con le tastiere che aggiungono ulteriori sensazioni vintage.
Giro blues piuttosto vivo quello che caratterizza Light Thunderstorm, che avvia passaggi molto veloci e cinematografici per innescare un discorso che sta tra lo psichedelico e il poliziottesco.
Approccio molto funky quello che si incontra in Second guess, che però a anche fronte a orizzonti sonori piuttosto vasti, sempre con un ritmo molto sostenuto e un assolo di chitarra elettrica molto incisivo.
Atmosfera molto più notturna quella che si incontra in The Reckoning, che si muove fluida fra le ombre. Non molto più solare ma sicuramente più aperta Ecto Chase ’74, che fa riferimento a nostalgie del passato fin dal titolo ma poi si lascia andare agli svolazzi della tromba.
Dinamiche più morbide e quasi sognanti quelle che propone Perplexed, che prende traiettorie piuttosto aeree, contemplando panorami che si muovono in fretta. Molto più sotterranea The Match, che però si allunga e si allarga fino a comprendere idee diverse ma sempre molto movimentate.
Tempo di affrontare poi Easy Race, che ha ulteriori orizzonti urbani e quasi da clubbing, con una sezione ritmica in particolare evidenza. Si scava in maggiori profondità con Dunkelwolke, che conta su un ritmo concitato sul quale si innalzano i voli della tromba.
Toni morriconiani quelli con cui Ghidoni sceglie di chiudere il lavoro: Sand, Dreams and Soul si tiene fedele al proprio titolo e racconta storie di frontiera senza cadere nel banale o nel già sentito.
Ottimo lavoro per Davide Ghidoni, che oltre a mettere in luce la propria abilità con la tromba costruisce un disco ricco di spunti orchestrali ben strutturati e con molti punti luce ben collocati.








