Si intitola “Si ballerà”, il nuovo album di Met, distribuito in digitale da Artist First. Un invito a mettersi in movimento e ad accogliere il cambiamento, racchiuso in un viaggio di dieci tracce nate dall’esperienza di vita dell’artista, dove il cantautorato incontra il clubbing in un equilibrio tanto inaspettato quanto naturale. Un disco che celebra la vita riscoprendo una leggerezza consapevole, conquistata attraverso profonde immersioni interiori che restituiscono il giusto peso alle cose. Ne emerge una filosofia di vita che non cerca lo scontro con ciò che accade, ma lo accetta, lasciandosi attraversare e trasformare dagli eventi.
Il disco d’esordio di MET racchiude uno spaccato di vita in cui mutazione e consapevolezza si intrecciano, guidando verso la ricerca del proprio posto nel mondo.
Met traccia per traccia
Qualche piccolo scivolamento nel cantato per un testo sdrucciolevole caratterizza Ko Lanta, che porta con sé un’atmosfera serena in apertura di disco. Il cambiamento è cantato in italiano e in inglese, con qualche svolazzo sonoro a sottolineare il mood generalmente positivo anche se un po’ nostalgico.
Dopo l’intermezzo recitato La Barca, ecco la title track Si ballerà, che dopo l’incipit alza i battiti e rende i bassi più penetranti per immergersi in idee più vicine al club. La ripetizione a martello del ritornello risulta quasi ipnotica.
Più scuri i colori di Dove sei tu, che tiene alto il ritmo ma non rinuncia a farsi un po’ più meditativa e contrastata. Una scrittura un po’ più cruda e meno levigata, con la tromba a unirsi al discorso, rende il brano sicuramente interessante.
Cala sottile si fa malinconica e appassionata nel ricordo, mentre la struttura sonora si costruisce un po’ per volta per mettere le emozioni in primissimo piano. Incomincia tranquilla Fragili, in cui Met duetta con Salba, per un andamento ondeggiante alla ricerca di una via che forse non c’è.
Si torna su con La tempesta, più atmosferica che shakespeariana: si scrive una canzone su una barca in mezzo al mare, mentre l’incitamento a sentirsi forti e a tornare su è ripetuto con molta convinzione.
Un senso di pathos più allargato caratterizza Un altro posto, che comunque si muove sempre in termini pop, per quanto piuttosto incisivi. La chitarra acustica fornisce un tappeto sonoro molto omogeneo.
Metropolitana chiude il disco mantenendo dinamiche da club e uno sguardo molto estivo. Il che non impedisce di farsi molte domande non superficiali. Il desiderio di andare via è la conclusione logica di tutto il processo.
Buon lavoro da parte di Met che mantiene l’atmosfera del disco sempre leggera e ballabile ma si permette riflessioni e istinti “da cantautore”. Le canzoni scorrono così fluide ma lasciano tracce e segni se ascoltate con il grado giusto di attenzione.
Chi è Met
Met intreccia cantautorato pop ed elettronica in un equilibrio costante tra energia e intimità. Le sue canzoni nascono dall’urgenza di raccontare emozioni autentiche (sogni, paure, fragilità, desideri e trasformazioni) mantenendo una forte connessione tra corpo e parole. La musica diventa così movimento, dentro e fuori: capace di far ballare ma anche di fermare il tempo e dar spazio alle parole. “Il movimento è vitale”.
Rifugge la forma-canzone tradizionale per cercare uno spazio più mobile, dove introspezione e clubbing convivono senza gerarchie. Le tracce parlano di generazioni sospese tra l’urgenza di sentire e la paura del tempo che scorre. Il movimento e la parola diventano elementi centrali di una poetica che usa il ritmo non solo come spinta fisica, ma come strumento emotivo.
Dopo diverse esperienze discografiche e live tra Italia e Spagna e una formazione attenta alla scrittura, Met consolida negli ultimi lavori una visione chiara: la musica come luogo altro, uno spazio in cui sperimentare, perdere l’equilibrio e verificare se si è ancora capaci di provare emozioni forti.








