Forse Danzica, “Pesci Abissali”: la recensione

Forse Danzica, “Pesci Abissali”: la recensione

Forse Danzica nasce dal post punk, dallo shoegaze e dalla musica alternativa. Pesci Abissali è il suo secondo album in studio ed è stato pubblicato il 27 agosto. Si tratta di un progetto intimo e autobiografico, in cui l’artista cerca di un modo per restare a galla anche in balìa della corrente oceanica. Una forza che sente come invincibile e tiranna. 

Forse Danzica traccia per traccia

La title track Pesci abissali introduce l’ascoltatore in una depressione oceanica, rifugio oscuro nel quale Matteo sembra aver trovato una nuova forma di stabilità. Un’immagine che porta con sé anche il timore che l’uomo possa finire per abituarsi a un mondo sempre più in crisi. 

Le atmosfere cambiano con Barricate, brano dalle influenze shoegaze e dream pop, capace di sprigionare una forte intensità emotiva e di trovare probabilmente la sua dimensione ideale dal vivo. 

Frigo 2000, insieme a Dada Sutra, mette invece in dialogo cantautorato ed elettronica, attraverso una produzione più spigolosa e ricca di volume, senza rinunciare all’intimità che caratterizza il progetto. In Black Moon Botanica, ultimo singolo dell’album, la ricerca della felicità si trasforma in un movimento continuo, privo però di certezze e punti d’approdo. Il pezzo è una malinconica ballata dall’atmosfera rarefatta, come quelle serate di pioggia in cui il cielo si libera e torna il sereno. 

Dml, con il suo scenario elettronico e uggioso, accompagna l’ascoltatore verso la parte finale del disco, prima della svolta indie-rock. Stupide città di morti esplode con un brano dream pop dalle influenze rock e affronta la volontà di isolarsi dalla società per restare in solitudine. 

Anfield evoca lo stadio del Liverpool e la fuga dalla polizia, rivelando l’amore dell’artista per la scena rock inglese. Il suono, qui meno riverberato, restituisce nuova energia e apre alla possibilità di trovare un nuovo “scopo”. 

Con Almeno novembre, un arpeggio ricorrente accompagna una melodia delicata e un tema altrettanto intimo. A chiudere il percorso è Frontiere: riflessione sulle tragedie del presente, dove il confine diventa simbolo di protezione dal mondo esterno. Il pezzo è un accattivante schitarrata accompagnata da un riverbero mai banale. 

Un album che attraversa shoegaze, elettronica, cantautorato e indie-rock, costruendo un itinerario emotivo fatto di crisi, ricerca, fuga e bisogno di trovare un luogo in cui sentirsi al sicuro. 

Chi è Forse Danzica

Forse Danzica è il progetto di Matteo Rizzi, musicista e produttore bergamasco che intreccia cantautorato, elettronica e sonorità alternative in un universo intimo e sospeso. Nato durante la pandemia, il progetto si sviluppa attraverso atmosfere oscure, rarefatte e profondamente emotive, dove la dimensione personale incontra una ricerca sonora in continua evoluzione.