Cobain è il nuovo singolo di Spera, pubblicato per Giungla Dischi e disponibile su tutte le piattaforme dal 12 febbraio. Il pezzo si caratterizza per i suoi richiami al rap e al pop e rappresenta il primo capitolo di un progetto musicale volto a creare una nuova immagine del tutto nuova per l’artista. Per l’occasione, abbiamo fatto a Spera qualche domanda #senzacontesto.

Ciao! Questa sarà un’intervista un po’ atipica: ti verrà chiesto di elencare e commentare cinque cose. Cominciamo:

Il disco che ti ha fatto innamorare della musica

Nevermind dei Nirvana, fu uno dei primi dischi che mio zio (molto appassionato del genere) mi diede dicendomi: “inizia con questo”. Il suo obiettivo era quello di farmi ascoltare buona musica più suonare uno strumento e ci è riuscito. Sono stato subito fulminato da quel disco e dalla figura di Cobain, a fare la sua parte è stata la scoperta per me che era morto suicida, questo aspetto mi fece idolatrare i Nirvana e di conseguenza lo ascoltai moltissimo. Tuttora Nevermind rimane tra i miei dischi preferiti e penso che influisca ancora sulla musica che ascoltiamo oggi.

Il film che riguarderesti all’infinito senza mai stancarti

Pulp Fiction. Rispondendo a questa domanda di getto è questo il film che mi viene in mente perché effettivamente l’ho visto moltissime volte fino a imparare il passo della Bibbia “Ezechiele 25.17” a memoria per capirci. Apprezzo tutto di questo film: i personaggi, sono fan dell’America di quegli anni e amo come viene raccontata la vicenda, cioè non segue un ordine cronologico ma è fatto da un insieme di vicende che si incrociano. È un grande classico che non metto al primo posto ma grazie alla sua semplicità e ai suoi dialoghi epici è sicuramente quello che riguarderei all’infinito.

La canzone che ascoltavi più spesso da bambino

Miss Red dei Kings Of Convenience. L’ho scoperta per caso su MTV e anche se ero troppo piccolo per intendermi di musica ogni volta che la ascoltavo ricordo che avevo il bisogno di riascoltarla. Non sapevo di cosa parlava o chi fosse il gruppo che la cantava ma sono stato incantato da quelle melodie e sonorità leggere della canzone. La ascoltavo semplicemente perché mi trasmetteva benessere.

Quel libro di cui continui a rimandare la lettura

Elevation di Sthepen King. Questo libro mi è stato consigliato da un mio caro amico, per colpa della mia pigrizia è ancora chiuso: è lì che conservo i miei risparmi.

Una foto senza nessun tipo di contesto

È un selfie fatto da una persona che non conosco, eravamo sul bus notturno a Roma finita la serata: in primo piano Canesecco, Sick Luke, dietro circa 20 persone da tutta Italia tra cui io con i miei amici. Anche se può sembrare uno stupido selfie per me quella foto è intrinseca di emozioni. Era la prima serata con il mio gruppo in un Contest Hip Hop dove tra l’altro vinse Capo Plaza, ci siamo confrontati, divertiti tantissimo ma soprattutto è da quella sera che ho intrapreso questo percorso musicale che non ho più mollato. Alle 2 di notte i proprietari dello Zoobar mandarono tutti via, ma la ciliegina sulla torta fu Canesecco, di cui ero molto fan, che ci fece compagnia facendo freestyle sull’Atac fino a mattina.

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