Technicolor è il nuovo singolo dei Tropea, disponibile su Spotify, Apple Music e tutte le principali piattaforme digitali.

Il gruppo milanese torna con “Technicolor”, una canzone veloce, viva e dedicata a tutte le persone che sognano in grande. Il brano è stato eseguito spesso dal vivo dai Tropea ed è stato registrato sulle colline di Serole in Piemonte prima del lockdown, ma autoprodotto in isolamento nel mese di aprile 2020, mentre i quattro membri della band vivevano il lockdown a distanza, condividendo tra loro idee su Internet.

In questa canzone la band ha voluto trasmettere, con una produzione dal sapore italo disco revival, la stessa energia che trasuda dai suoi live. Il brano vuol essere infatti un incentivo a combattere il distanziamento sociale con un po’ di positività: uno stimolo per stare attivi e correre, una spinta a trovare se stessi, ad ardere d’amore e prendersi cura l’uno dell’altro, anche durante le difficoltà di questo mondo talvolta assurdo.

La frase “We dream in technicolor” ha l’intento di restituire bellezza a quella tendenza di sognare più in grande ciò che ci circonda, è un tributo a chi aiuta gli altri a vedere il “magico“, nonostante le illusioni che ci facciamo e le bugie che ci diciamo.

Come molte delle canzoni dei Tropea, il testo di Technicolor ha alcune venature malinconiche, che si legano però ad un’atmosfera che sembra essere quella di una “sbronza felice“. Ci sono molti riferimenti autobiografici, espressi soprattutto nella parte cantata in italiano, il cui testo ha visto il contributo di più mani, raccontando squarci di adolescenza vissuti in sella ad un booster” e tra le bigiate da scuola. Il singolo anticipa l’uscita del nuovo ep, Might Delete Later.

“In Technicolor è concentrata e “synthetizzata” la nostra passione verso la musica suonata dal vivo. Infatti nei concerti questo pezzo è quello che più ci unisce al pubblico: siamo un unico flusso, ondeggiamo i fianchi tutti insieme con “la Mossa”. È nella natura di Technicolor essere una canzone di condivisione e per questo è stato spontaneo scegliere di sperimentare e di pubblicarla proprio adesso come nostro primo pezzo ibrido, scritto nel nostro linguaggio fatto di italiano, inglese e condimenti cringe-tastici.”

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