Verano, “Panorama”: recensione e streaming

verano


Panorama è il nuovo lavoro di Verano, il primo lp dopo l’ep omonimo del 2016. Anna Viganò, bresciana trapiantata a Milano, pubblica un disco da dieci tracce, con la collaborazione di Colapesce che ha scritto alcuni brani a quattro mani con Anna e che insieme a Giacomo Fiorenza ha prodotto il disco all’Alpha Dept di Bologna, masterizzato poi da Andrea Suriani (I Cani, Cosmo).

Un disco con spunti pop ma anche una cura particolare per la tessitura melodica, un quasi concept sulla difficoltà di comunicazione, sempre più al centro della scrittura dei cantautori e delle cantautrici dell’epoca della comunicazione.

Verano traccia per traccia

Si parte da Vasco, voce filtrata e movimenti elettronici dietro le spalle, con la canzone vera e propria che arriva un po’ alla volta, e quando arriva fa un po’ male.

Bombafragola è per forza di cose colorata, con synth sottile, pop che spunta da tutte le parti, senza cancellare però una sensazione di malinconia prevalente.

Sensazione che, va detto, non svanisce neanche in Parquet, che però è molto più compassata e cadenzata, coerente con lo spleen. Dentro la Notte, già presentata come singolo, mantiene a bada suoni e ritmi, adattandosi al paesaggio, piuttosto che scegliere di modificarlo.

La title track Panorama arriva con la risacca, con tranquillità e nostalgia. Portavoce si fa incisiva ed elettrica dalle prime battute, disseminando di “denti di squalo tigre” poi tutto il percorso.

Le piante torna alla calma, canzone di coppia (con difficoltà), cantata opportunamente a due voci, con il risentimento che si scioglie sulle volute lunghe del brano. Scarabocchio si volta su orizzonti sonori minimal, solo voce e chitarra elettrica, anche se poi il profilo del brano si arricchisce.

Anche Stimoli parte soltanto voce e chitarra, ma lo sviluppo qui è più armonico e soft. Il disco si chiude sui brutti pensieri di Oasi Hotel, forse la canzone “più Colapesce” del disco, posto che la voce di Verano se ne appropria con gusto e attenzione.

Disco molto interessante, scritto in modo intelligente e curato, l’applicazione pratica di un talento, quello di Verano, fin qui soprattutto intuito e qui dispiegato in pieno. Anche l’apporto dei collaboratori (e l’ottima scelta dei medesimi) va sottolineata.

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