Wora Wora Washington, “Mirror”: recensione e streaming
 Terzo disco per il duo elettronico veneziano Wora Wora Washington. Il nuovo album, composto di dieci tracce tra electro rock e dark wave, si intitola Mirror.
Wora Wora Washington traccia per traccia

Si parte da Intro: Rising Sun, che apre il discorso su prospettive sintetiche a velocità differenti ma su panorami colorati e mobili. We Sway introduce il cantato su discorsi più minimal e inquieti, palesemente debitori della dark wave.

Alexander Gerst riapre in modo ritmato e fluido, in un pezzo con una lunga introduzione strumentale che prende il titolo dal nome di un astronauta tedesco. Fear is over corre via veloce ma lascia adito a un sound più duro, che si troverà ribadito nella seguente Mirror. Piccoli vortici elettronici si aprono sulla superficie di un pezzo tirato e molto diretto.

Si procede poi con i ritmi scomposti di Sem, figlia di ammassamenti da club, per poi voltare pagina con Pillars, capace di disegnare un soundscape più vasto, ancorché piuttosto cupo. Si torna a un ambiente dark con I.C.O., marcata anche da tentazioni industrial è in diretto contatto con l’influenza di Trent Reznor.

Un disco ricco di energia e molto aggressivo, quello degli Wora Wora Washington, che dimostrano di avere le idee piuttosto chiare. Una fotografia interessante di una band che sembra votata a un’evoluzione continua.
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