Zibba: spero che vincano i buoni

Due è il nuovo singolo di Zibba (featuring Ethan) per l’etichetta
INRI. Un brano intenso, che si può definire pop con sfumature jazz ed elettroniche, frutto di una collaborazione nata senza troppi artifici. Lo abbiamo intervistato.

“Due” è il titolo del nuovo singolo, una canzone d’amore e di condivisione, dove i pesi si possono sopportare appoggiandosi l’uno all’altro. È facile per te lasciarti andare, in amore e nella vita?

Tanto facile quanto a volte pentirmi di averlo fatto, ma lo trovo fondamentale. E forse vorrò farlo sempre di più. 

Come è nata la collaborazione con Ethan?

Pietro Camonchia me lo ha fatto ascoltare, e me ne sono innamorato subito. Era perfetto per questa canzone e il modo in cui ha scelto di inserirsi è stato così in linea con il mio pensiero da rendere tutto estremamente semplice. Abbiamo solo pensato alla musica.

La musica di questo pezzo è calda e coinvolgente, passa dalle sfumature calde del soul al jazz e all’elettronica. A cosa vi siete ispirati durante la scrittura di “Due”?

A nulla in particolare. Volevo raccontare questa storia e ho seguito come sempre l’istinto. Ho assecondato il mood che la canzone portava con sé già nella sua prima idea, mentre la canticchiavo in testa la sentivo già suonare così in qualche modo. 

Il video è semplice ma allo stesso tempo ricercato ed elegante, con due linee che formano immagini e danno consistenza al testo. Com’è nata l’idea di realizzarlo?

Dal fatto che non è sempre semplice immaginarsi le riprese per un video. Qui sarebbe stato troppo didascalico raccontare la storia di una coppia, o anche solo di un singolo. Dare alle immagini la stessa sottile malinconia non sarebbe stato uguale. E così ho affidato il tutto alle linee, alla semplicità. A un racconto che è un altro rispetto a quello descritto nel testo, ma che sposa la stessa visione dell’amore. 

Parliamo di musica ai tempi del Covid-19: hai partecipato all’iniziativa #EventiDaCasa suonando il tuo brano Jager. Come hai vissuto questo periodo di “reclusione”? Come pensi cambierà il modo di fare musica, ma di essere artisti in genere, alla fine di questa emergenza?

Non lo posso immaginare. I cambiamenti sono già in atto, ma è troppo presto sia per abbandonare tutte le certezze sia per immaginare realmente un nuovo mondo attorno a noi. Spero che vincano i buoni, perché i cattivi hanno vinto da sempre e ora potrebbe essere il momento giusto per cambiare alcune cose in questo settore che in alcuni angoli puzza di marcio. 

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