Parole forti – Ecco i 10 cantautori rock italiani più promettenti della scena!

Anche se Marlene Kuntz, Afterhours e tutta l’eredità di Giovanni Lindo Ferretti (ma anche Litfiba, Ritmo Tribale, Timoria e tantissimi altri…) dovrebbero averci abituato a belle parole in italiano sulle chitarre elettriche e attitudine rock, in un periodo in cui i synth e il cosiddetto itpop domina la scena, torna la paura di urlare nei microfoni e lasciarsi andare. Qui dieci esempi di cantautori o band cresciuti a pane e Verdena, senza però dimenticarsi di Lucio Battisti.

Gecofish

E a proposito di Verdena + Battisti, primi in questa lista troviamo i Gecofish, veri rappresentanti punk di tutta la Brianza e portabandiera senza vergogna di quel sano vecchio rock alcolico. In un mondo perfetto farebbero un feat. con la Dark Polo Gang e di conseguenza un botto di soldi da spendere in bassi costosi da spaccare sul palco. Simbolo di quest’unione di cantautorato + rock’n’roll, una fantastica e conquistante cover di Lucio Battisti che non abbiamo ancora capito perché non è un singolo ufficiale. Per tutti i nostalgici che non si prendono molto sul serio.

Amandla

Giovanissima band comasca che riesce a parlare di distacco e sofferenza con una naturalità immane, come vecchi amanti esperti pieni di storie da raccontare. Il loro primo album Non ci pensare è un piccolo trattato sull’incomunicabilità nelle relazioni, adolescenti che parlano di cose non proprio da adolescenti, sembrano di fatto una serie Netflix in musica (provate a dare un’occhiata al loro ultimo video). C’è chi dice che suonano come i Verdena facessero un feat. con Cesare Cremonini, un po’ è vero, ma il loro è uno stile inconfondibile che conquista e affascina. Da non perdere se siete stati innamorati, feriti, abbandonati, ma non avete mai perso la voglia di raccontarlo e un po’, forse, vi è anche piaciuto. Anche per chi andava ai concerti di Calcutta e ora che è diventato troppo famoso se ne vergogna.

Le Formiche

Un album di debutto che sorprese. Poi quasi quattro anni di assenza e un ritorno con l’insegnamento di una dura lezione che non tutti son riusciti a imparare (per esempio non ce l’hanno fatta le Vibrazioni) cioè: essere itpop è più figo che continuare con il cantautorato rock puro. Ed è così che Le Formiche tornano con un mix unico, potente, efficace. Il singolo Tanto Così (a cui segue anche Saluta La Città) è romantico, smielato, dalla serie “io non sono niente, tu sei tutto” in cui facilmente ci si può identificare, e una sana lezione di cui è cresciuto con gli assoli di chitarra nel sangue. Furbi, raffinati, e paradossalmente sinceri.

Crevice

Potrebbero essere i Nothing But Thieves italiani, soltanto che odierebbero probabilmente questa definizione preferendo rimanere in territorio nostrano (penso io eh, poi chi li conosce). Stanno per tornare con del nuovo materiale, e non vediamo l’ora di riprovare i sentimenti urlati e strazianti raccontati dalla voce di Elia Biancardi in nuovi brani. Li avevamo conosciuti con un album nel 2016, e questo singolo trascinante dal titolo Gabbie D’Oro. Quartetto alternative che affonda le sue radici nella malinconia grunge, ma con una vocalità che si rifà più agli anni Settanta. Per tutti quelli a cui piace mischiare.

Praino

Cantautore di stampo brunoriano (se non è stato ancora inventato un aggettivo che indichi lo stile di Brunori Sas me ne prendo il merito), calabrese di adozione bolognese. Dualità che si riscontra anche nel fatto che stiamo parlando di un cantautore, nato batterista, quindi attento sì alle parole, ma anche al ritmo trascinante. Il suo ultimo singolo Gelo Polare è una storia straziante di indifferenza all’interno di una relazione navigata, una storia di alcolismo inconsapevole, rifugi in questo schifo di città. Per tutti quelli che non hanno mai lasciato davvero la provincia.

Sospesi

Non stiamo parlando del singolo di Colapesce, ma di una band della Brianza che decide di cancellare tutte le loro tracce precedenti sul web e social (un po’ come se fossero i Radiohead), per cambiare formazione e pubblicare un nuovo singolo Le Nostre Foto, di fatto un “nuovo” debutto che può vantare la produzione artistica di Giorgieness, cantautrice rock per eccellenza, che i ragazzi hanno conosciuto da fan. Sono diretti, casinisti, divertenti, e parlano di una sorta di condizione di disagio giovanile dilagante ed estrema. Da non perdere per le serate in sbronza.

Inigo

Dicono che sia un po’ Brunori e un po’ Ligabue (quindi un connubio perfetto per questa lista), ma Inigo può vantare anche un’attitudine popolare, quasi come se stessimo sentendo cantare nostro fratello a una cena di famiglia, e i suoi brani ci sembra già di conoscerli, anche se li sentiamo per la prima volta. E’ il caso di Non ti so amare, che rimane dentro e scava come il brano straziante che è, ma allo stesso tempo è una sorta di tormentone indie che fa anche ballare. Per tutti quelli che ascoltano solo cantautori impegnati (e impegnativi) ma ogni tanto si concedono un guilty pleasure.

La Scimmia

Prendi un’infinita adolescenza a base di pop-punk, una bella voce, la quantità d’alcol tipica di quelle zone del Veneto, e testi in italiano, più o meno avrete gli ingredienti principali che fanno de La Scimmia una band idonea alla lista. Con la metaforica Ti Farò Del Male (il testo è metaforico, il video un po’ meno) per un brano viscerale, che fa cantare a squarciagola quanto sia liberatorio farti (a te, generica e bellissima stronza di cui ci siamo innamorati) farti del male, farti soffrire, per essere finalmente liberi a nostra volta. Per tutti i feriti che non riescono a non essere anche incazzati. Nessuno avrebbe saputo dirlo meglio.

Il Tipo Di Jesi

Probabilmente si sarà anche stufato di essere paragonato ai Verdena, però quei primi dischi del gruppo bergamasco che piace un po’ a tutti hanno ormai imposto una sorta di copyright sul cantato maschile italiano nasale mezzo soprano. Il Tipo di Jesi è un misterioso tipo, appunto, che racconta la provincia, la urla, e forse la sottovaluta, perché gli fa fare delle belle gran canzoni. Come se la corrente del neo-realismo fosse resistita fino agli anni Novanta, invasa dal grunge. Interessante, per tutti gli stomaci forti, i provinciali e quelli che si sentono un po’ strani.

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