Cosmo, “La Fonte”: la recensione

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La Fonte è il nuovo album di Cosmo: un ritorno piuttosto intimo per il musicista piemontese, che lascia da parte la dance per una volta e si immerge in acque differenti.

Scritto, prodotto e suonato da Cosmo insieme ad Alessio Natalizia, produttore e musicista di base a Londra noto con l’alias Not Waving, il nuovo album La Fonte si inserisce nel secondo capitolo del loro percorso condiviso, dando seguito a un sodalizio artistico inaugurato con il disco Sulle ali del cavallo bianco (2024) e ormai consolidato.

La Fonte arriva a distanza di dieci anni da L’ultima festa, brano che ha segnato la consacrazione di Cosmo ed è disponibile in preorder in diversi formati autografati e non: lp colorato waterfall numerato, lp nero e cd.

Cosmo traccia per traccia

L’idea, ancestrale, del ritorno all’origine caratterizza Tornare alla fonte, brano che apre il lavoro con un movimento coordinato che nasce intimista, per quanto irrorato di autotune, per poi aprirsi come una danza tribale.

Una richiesta di dialogo sta invece dietro Ciao, che esprime una necessità di comunicazione negata dalle proprie timidezze. La canzone diventa una sorta di fotografia in movimento, che esamina le ansie crescenti di una situazione che porta a una sorta di resa.

Un segnale nella notte e un cuore che batte sotto le tette, per un canto lontano: la freudiana Totem e tabù si sviluppa secondo dinamiche sensuali. Il pezzo è intimo e morbido,

Si balla un po’, senza eccessive frenesie, in Ogni giorno / ogni notte, che cerca uno scopo per la propria vita, allineando altre immagini acquatiche, anche per sfuggire a pensieri che diventano ossessivi.

Errori e cuori spezzati e, ciononostante, qualcosa dentro che scalcia e grida: La fine allinea altre immagini psicanalitiche di ritorno all’origine, impossibile.

Viaggia (addirittura) in acustico Parlare con te, che prosegue la linea intimista con qualche tocco minimale in più, benché poi il brano, molto breve, abbia una svolta romantica e vintage sul finale.

Di girotondi e chiamate mancate ragiona Per un’amica, che traduce in musica morbida e ovattata una richiesta di contatto e vicinanza. Un’altra dedica e un’altra richiesta di dialogo in Per mio fratello, che si colora di memorie e di affetto.

Ondeggia Incanto, che celebra un proprio stato liquido: si balla qui, ma in maniera più ipnotica che frenetica, a confrontarsi con le conseguenze di una perdita, forse temporanea.

Un voce che arriva da qualche parte e un’immagine terribile, quella del monaco buddista Thích Quảng Đức, che si diede fuoco per protestare contro la persecuzione del regime vietnamita, sta alla base di Venite a vedere, che si sviluppa orizzontale mescolando suoni, rumori e impressioni, per una visione più lisergica che drammatica.

Sboccia il fiore chiude il disco allungando battiti e tempi, senza uscire dallo spartito. Una ripetizione a loop presiede un aumento del ritmo e del volume, in un brano che è anche una coda da ballare con una certa calma.

Sorprende un po’, questo Cosmo intimo, soffice, nelle cui canzoni è possibile affondare, tanto quanto era facile rimbalzare e provare l’impulso a ballare nei dischi precedenti. Sorprende non soltanto per la scelta delle sonorità, ma anche perché l’idea di fare un disco così morbido non corrisponde a un’ondata depressiva o malinconica, come solitamente succede quando si abbassano improvvisamente i toni.

Al contrario si incontrano tratti di serenità anche quando ci dovrebbe essere un dolore struggente. I frequenti riferimenti alla psicanalisi e la volontà, altrettanto psicanalitica, di ritornare alla “Fonte”, rivelano la probabile origine di questa serenità conquistata.

Non è una contraddizione rispetto al decennale de L’ultima festa: è soltanto la constatazione di una maturità raggiunta o comunque a portata di mano, perché il tempo passa e i gusti cambiano. Poi non è detto che nel prossimo disco Cosmo non riprenda a ballare e festeggiare fortissimo, cercando di farci dimenticare anche come ci chiamiamo. Ma per ora godiamoci quest’oasi, perché è significativa.

Genere musicale: pop, elettronica

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