I Ministri, “Canzoni Ombra”: la recensione

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Canzoni Ombra è il nuovo ep dei Ministri: un lavoro breve che riporta alla luce brani rimasti ai margini della discografia della band, canzoni nate in periodi diversi e mai entrate ufficialmente negli album precedenti, ma rimaste vive nel tempo, conservando intatta la propria forza espressiva.

Il progetto nasce da un’esperienza particolare avviata nel 2022, quando alcune di queste tracce vennero condivise esclusivamente tramite la newsletter del gruppo. Un gesto pensato come uno scambio diretto e intimo con la propria community, accompagnato da una semplice richiesta: custodire quei brani senza diffonderli online.

Dopo i mesi intensi del tour di Aurora Popolare, la band ha deciso di dare una pubblicazione ufficiale a quel materiale, recuperando e rilavorando in studio i brani insieme a Ivan Antonio Rossi e aggiungendo due pezzi completamente inediti. Ne nasce così un ep che raccoglie canzoni rimaste “in ombra”, ma mai davvero abbandonate, capaci ancora oggi di raccontare qualcosa di necessario.

I Ministri traccia per traccia

Questa non è musica/è un corso di sopravvivenza/è fare altri lavori per finta“: in fondo bastano tre versi per definire il mondo della musica indipendente italiana. Con la consueta capacità di sintesi i Ministri puntano il bersaglio e lo centrano, in una canzone dallo sviluppo semplice ma molto elettrico e muscolare.

Un po’ più acidi i cieli in cui vola Gente che si ostina a vivere, alimentata da una sezione ritmica che entra abbastanza sotto pelle. Anche Cristo vota a destra in un pezzo che non sembra voler offrire molti spunti di speranza, ma affoga i propri dispiaceri in riverberi e riff elettrici.

La classe media è la classe media: Serpenti dell’82 si fa anche più robusta, ma anche molto più “Ministri”. Le cose che riusciremo a fare “senza diventare cattivi” sono parecchie, nonostante le premesse siano poco (o pochissimo) incoraggianti. Il brano prende anche alternative sonore per lasciare sensazioni ulteriori.

Puntiamo a delusioni perfette“: Elettricità ha un respiro più ampio e avvolgente, mentre ci fidiamo e ci illudiamo. “Voi date feste/noi roviniamo l’atmosfera“: l’unica cosa che si riesce a fornire è elettricità, mentre Divi quasi rappa, abbastanza incazzato.

Nostalgia di dio chiude il discorso con pensieri a largo spettro: il brano si arrampica sui suoni qui e là, concedendosi qualche pausa meditativa, riflettendo ancora una volta sulla lettura della realtà, più che sulla realtà stessa.

Anche riletti, rifritti, serviti il giorno dopo, saltati in padella i Ministri funzionano sempre: le cinque canzoni collezionate in Canzoni Ombra magari non saranno tutte Una palude, ma portano le vibrazioni migliori tra quelle disponibili oggi, e non è poco.

Questi cinque brani meritavano di essere proposti/riproposti al grande pubblico perché dotati di dignità e spessore e perché sicuramente all’altezza del resto della produzione della band. Quindi non sono soltanto un espediente per mantenere alta l’attenzione in vista dei prossimi live, ma un buon capitolo in una storia sempre più importante e peculiare.

Genere musicale: rock

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