Si intitola Poco e Niente l’ep da cinque canzoni con cui il cantautore Mike Youlend celebra il proprio ritorno alla musica. Un collage di sensazioni e di idee, dalla malinconia allo sberleffo, per un lavoro che non si prende troppo sul serio e non vuole essere preso troppo sul serio.
“Poco e Niente” nasce dopo un lungo periodo di silenzio musicale, in cui non scrivevo né pubblicavo nulla. Non è stato pensato come un progetto strutturato né come un ep costruito attorno a un concept preciso: è semplicemente il risultato di quello che è tornato fuori quando ho ricominciato a scrivere. Dentro ci sono idee, generi e momenti molto diversi tra loro, senza un filo unico che li unisca se non il fatto di appartenere allo stesso periodo emotivo. Per questo il titolo è “Poco e Niente”: perché rappresenta esattamente quello che era, senza forzarlo in qualcosa di diverso
Mike Youlend traccia per traccia
Come vive la gente normale? Cerca di raccontarcelo Mike con Angelo scientificamente biblico, una sorta di ballad iniziale, molto morbida e molto curiosa, con un testo molto denso di concetti e immagini.
Motivetti allegri e governi tristi per Giorgia Meloni, singoletto catchy che racconta di spaventi e di nipoti-bot: una vita che sembra un sogno dantesco, in un paese che fallisce sotto i nostri occhi: “Dopo sto governo i Maya erano meglio“.
Tocca poi a Hamilton, che è uscita come singolo prima che l’omonimo pilota vincesse la prima gara in Ferrari: ma qui il brano racconta di una relazione dagli aspetti curiosi e ai limiti del sadomaso.
Con il featuring di Crivens, ecco poi tutto il groove di Mal di Testa: il brano è veloce e molto fitto, con profili pop marcati, ma anche un feeling urban/hip hop nel quale si scivola in modo fluido.
Si finisce sorprendentemente in modo malinconico con Poco e niente, title track che rappresenta un addio, con tutte le tristezze che lo accompagnano.
Una dose abbondante di ironia, che però non esclude la capacità di scrivere anche in modo serio, caratterizza gran parte dei brani dell’ep di Mike Youlend: tra pop e hip hop (ma più verso il primo) il cantautore costruisce brani tutto sommato semplici e immediati ma mai banali.

