Michele Piano, “De Essentia”: la recensione

michele piano

A sei anni di distanza da Nïnde, torna con un nuovo album di inediti, De Essentia, Michele Piano. Pianista di formazione classica e compositore, Michele Piano affianca le proprie radici accademiche a una costante ricerca ed esplorazione dei linguaggi contemporanei, dall’ambient alla new classical, passando per la musica contemporanea fino all’elettronica e al post rock. 

Nel corso degli anni ha partecipato a numerose masterclass con icone del panorama internazionale come Ellade Bandini, Michele Ascolese, Mauro Pagani, Ramberto Ciammarughi, Greg Burk, Ares Tavolazzi, Amedeo Tommasi, Massimo Colombo e Markus Stockhausen. È autore, inoltre, di colonne sonore per cortometraggi, documentari e spot pubblicitari, e le sue partiture sono state eseguite da orchestre e quartetti d’archi in diverse rassegne nazionali.

Michele Piano traccia per traccia

Singularitas apre il disco con toni particolarmente morbidi e con un’oscillazione che gira a loop intorno a tutto il brano. C’è cautela e c’è dolcezza nel brano d’apertura, mentre Aura si affaccia con una calma anche maggiore, forse quasi calata dall’alto e comunque capace di occupare orizzonti interi.

Si prosegue con Evolutio, movimento armonico che si amplia con gradualità. Altre osservazioni celesti si riscontrano in Andromeda, altrettanto capace di crescere sotto gli occhi dell’ascoltatore, fino a un finale decisamente più ritmato.

La seconda parte del disco incomincia con le esplorazioni di Magellanus, malinconica ricerca che ha tratti alla Einaudi. C’è molta dolcezza anche in Horizon, che però ha sentimenti positivi che spingono il brano a una dinamismo notevole.

Ci si avvicina alla fine con Omega, che ha ancora qualche punto importante da mettere, in un movimento ascensionale morbido ma costante. Il finale vero è però quello di De Essentia, la title track, che sceglie ancora una volta la dolcezza.

Una semplicità “essenziale” contraddistingue il nuovo lavoro di Michele Piano, che si immerge e immerge l’ascoltatore in melodie morbide e molto plastiche.

Genere musicale: classica, ambient

Pagina Instagram Michele Piano

Iscriviti subito al canale Telegram di TRAKS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *