Moscerini in bocca: la curiosa estate dei live in Italia #sottotraccia

bobby solo

L’episodio probabilmente più curioso dell’estate live italiana è e rimarrà quello che ha visto protagonisti, loro malgrado, Bobby Solo, i moscerini, il lago Trasimeno e l’organizzazione di una serata live alla Rocca del Leone di Castiglione del Lago (Perugia), lo scorso 4 luglio.

I fatti sono abbastanza noti: l’anziano ma sempre attivo Bobby si reca sul posto dove dovrebbe tenersi il live, si accinge a fare il soundcheck ma a sconfiggerlo non è il caldo, non è la carenza di pubblico, non sono disagi tecnici bensì sciami di chironomidi, meglio noti in zona come “moscerini del Trasimeno”: insetti simili alle zanzare, che non pungono ma che si insinuano ovunque e infastidiscono l’anziano rocker, al punto da indurlo ad annullare il concerto.

Così recita il comunicato stampa: “Non pochi insetti attratti dalle luci del palco, ma sciami talmente fitti da entrare negli occhi, nelle orecchie, nella bocca, da posarsi sugli strumenti e sui microfoni, da interrompere perfino le prove“.

Gli organizzatori non ne sono molto soddisfatti e minacciano cause, dicendo che altri artisti si sono esibiti nelle stesse condizioni, come dire, senza fare troppe storie. Molte testate si gettano sulla notizia con titoli piuttosto irridenti nei confronti di Bobby Solo, mentre l’agguerrito ufficio stampa prende le parti del proprio assistito ampliando il racconto della serata e fornendo spiegazioni ulteriori.

Cantare significa respirare profondamente, aprire continuamente la bocca, sostenere il fiato, controllare la voce. Significa utilizzare in modo continuo proprio quell’apparato respiratorio che diventa il primo bersaglio di una nube di insetti

In effetti potrebbe costituire problema piuttosto invalidante.

Chi sono i veri moscerini?

Ma non siamo qui a dirimere cause che probabilmente finiranno davanti a un giudice, anche se Bobby si è già detto disposto a recuperare la data in un altro periodo, magari a moscerini morti.

Noi siamo qui a farci una domanda: ma davvero, quando si parla di musica, ci siamo abituati a condizioni così disastrose? Ma davvero la nostra autostima è così bassa che ci va bene tutto? Parlo ovviamente anche degli spettatori trattati come carne da record, abbandonati in mezzo ai prati o in strutture perse nel nulla, a camminare per chilometri per recuperare auto o metropolitane, tra megaschermi malfunzionanti e impianti audio che ti fanno ascoltare musica peggio che se fossi con l’iPhone.

Vale per gli spettatori come per gli artisti. Potrei mettermi a fare ironia anch’io su Bobby Solo, è un bersaglio facile. Ma esattamente come fanno gli organizzatori a essere contenti di un’esibizione di un signore di oltre 80 anni che per cantare avrebbe bisogno di una maschera tipo apicultore? Ma vi basta davvero così poco?

Tra l’altro è immaginabile che il cachet non sia stato minimo. E capisco la rabbia per la serata annullata. Ma davvero sarebbe stato meglio un concerto fra le nubi di insetti?

Non so dire di chi sia la colpa di questo appiattimento delle esigenze, forse ci stiamo abituando al peggio in mancanza di meglio. Però occhio ai chironomidi: di questo passo probabilmente presto ci accorgeremo che a essere trattati come moscerini, utili a fare numeri e poi da scacciare senza rimpianti, siamo principalmente noi.

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