Ci sono artisti per cui tornare a fare musica non significa semplicemente pubblicare un nuovo disco, ma provare a rimettere insieme pezzi di una storia che sembrava essersi fermata. È il caso di Naesh, rapper originario di Ventimiglia, attivo dalla metà degli anni Duemila e protagonista di un percorso che ha attraversato la scena hip hop ligure, diversi progetti e una lunga collaborazione con RameBiz. Dopo Neorealismo, pubblicato nel 2020, è arrivata una pausa che oggi assume un significato diverso alla luce del nuovo percorso intrapreso dall’artista.
Nel 2026 il ritorno ha preso forma attraverso Vita Lenta, Re Carlo e ora California, il nuovo singolo realizzato insieme a RameBiz e ultimo tassello prima dell’uscita del prossimo album, prevista per settembre. Un brano che, già dal titolo, sembra suggerire un viaggio verso un luogo lontano, immaginario, fatto di palme e suggestioni West Coast. Ma la California di Naesh è molto più vicina: è quella della provincia di frontiera in cui vive, della Riviera che durante l’estate cambia volto per trasformarsi in una destinazione turistica, ma che per chi la abita continua a essere anche territorio, quotidianità e contraddizioni.
La distanza tra il sogno e la realtà diventa così uno degli elementi centrali del nuovo singolo. Da una parte gli immaginari della West Coast, dall’altra una provincia che guarda verso la California pur rimanendo strettamente legata ai propri problemi e alle proprie peculiarità. È anche uno sguardo diverso quello con cui Naesh torna a raccontare la propria realtà: se in passato era immerso nella velocità della vita che metteva in musica, oggi sembra osservarla con maggiore distacco, concentrandosi soprattutto sulle conseguenze e sugli aspetti più problematici.
Al centro di questo nuovo capitolo c’è ancora una volta RameBiz, con cui Naesh condivide un rapporto artistico nato quando entrambi erano agli inizi e cresciuto nel corso degli anni, attraversando anche la stagione della trap e i rispettivi progetti “1990” e “Neorealismo”. Una collaborazione che, più che una semplice scelta musicale, sembra essere diventata una costante naturale del loro percorso.
“California”, quindi, non è soltanto un singolo estivo arrivato quasi alla fine dell’estate. È un nuovo punto di partenza che guarda al passato senza volerlo cancellare, trasformando ciò che è stato in uno strumento per raccontare con maggiore consapevolezza ciò che è diventato.
Intervista a Naesh
California arriva dopo Vita Lenta e Re Carlo e rappresenta un nuovo tassello del percorso che porterà al prossimo album. Che cosa racconta questo brano della fase che state vivendo oggi e perché avete scelto proprio California per accompagnare questa nuova ripartenza?
Abbiamo scelto California perché è il brano che si avvicina di più all’essere un singolo estivo. Ma siccome facciamo sempre le cose con una certa vena malinconica, lo abbiamo fatto uscire praticamente a fine estate. Il pezzo racconta del posto in cui viviamo, che d’estate diventa turistico, ma lo raccontiamo dal punto di vista dei locals che qui devono anche passarci gli inverni.
Quando avete iniziato a lavorare insieme e che cosa vi ha spinto, allora come oggi, a scegliere di collaborare? Che cosa trovate l’uno nel lavoro dell’altro che vi fa dire: “Questa cosa funziona proprio con noi”?
Siamo cresciuti assieme. Ci siamo conosciuti perché io facevo già rap, anche senza aver registrato nulla. Avevo iniziato con i freestyle dei quali grazie al cielo non c’è più traccia. Rame mi si è avvicinato proprio perché abbiamo sempre avuto questa grande passione in comune. Collaborare è stata una cosa che ci è venuta naturale nel tempo.
California è un titolo che evoca immediatamente qualcosa di lontano, quasi un luogo immaginario. Che cosa rappresenta davvero questa California nel brano e quanto c’è, invece, della vostra realtà quotidiana e del territorio da cui provenite?
Nel testo ovviamente cito molti artisti West Coast ma come ti dicevo in precedenza, il pezzo parla delle nostre parti. Della provincia che sogna la California, che ha le palme sulla passeggiata, che è a pochi chilometri dal Principato di Monaco, ma che rimane provincia di frontiera con problemi più grossi di lei.
Una collaborazione artistica così duratura inevitabilmente cambia nel tempo. Oggi, rispetto ai primi lavori che avete fatto insieme, che cosa è cambiato nel vostro modo di scrivere, produrre e confrontarvi? E c’è qualcosa che invece è rimasto esattamente uguale?
Noi abbiamo cominciato a collaborare in maniera continuativa facendo trap. RameBiz era uscito col suo progetto solista 1990 e io con Neorealismo. In questo album sono ritornato al rap anche se non ci siamo scordati quel periodo e qualche contaminazione trap c’è. È rimasto uguale il nostro modo di prendere seriamente questa passione, nonostante non sia un lavoro, ed il cercare di fare le cose nella maniera più autentica.
Dopo una pausa, tornare a fare musica significa anche confrontarsi con la persona e con l’artista che si era prima. Quanto avete sentito il bisogno di recuperare qualcosa del vostro passato e quanto, invece, California e questo nuovo percorso nascono dalla necessità di lasciarvelo definitivamente alle spalle?
Mi collego al discorso che stavo facendo prima. Il passato inevitabilmente fa parte del nostro presente e farà parte anche del futuro. È una parte importante della vita di tutti, è molto formativo e crea l’esperienza di ognuno, perciò difficile lasciarselo alle spalle. Il sound è cambiato senza rinnegare quello che siamo stati, i testi hanno sempre la stessa matrice anche se cambia lo stile.
Guardando al disco in arrivo, qual è la cosa che sentite di poter raccontare oggi e che qualche anno fa non sareste riusciti, o non avreste voluto, raccontare? E che cosa sperate che chi ascolterà questo nuovo percorso capisca di voi due che magari prima non aveva colto?
Prima eravamo immersi in quella vita veloce che raccontavamo. Ora ne raccontiamo soprattutto la parte negativa. È un racconto più distaccato e maturo, anche se certe cose non le abbiamo mai esaltate, anzi. Forse chi ascolterà il nuovo disco capirà perché per diverso tempo ci siamo fermati…








