Jap Records pubblica oggi MOCO, esordio del curioso duo di diciannovenni Monkey OneCanObey. Su una base di partenza chiaramente rock-blues, sporca e non distante dalle radici del genere, il duo fa a meno delle percussioni perché le sostituisce con la tecnica del beatbox, di chiara estrazione hip hop. Il risultato è un disco curioso e divertente, ma anche molto ben suonato.
Monkey OneCanObey traccia per traccia
Si parte con una convinta e piuttosto epica Evolution Playstation, che oltre al beatbox (furibondo) mette in evidenza sonorità rock sfaccettate e di ottimo impatto.
Philled Lungs accentua posizioni chitarristiche che possono portare a influssi di stampo White Stripes/BRMC/Black Keys e simili. Anche la voce emerge in piena chiarezza, con qualità piuttosto cristalline, da questo pezzo.
Ispirazioni soul e blues stanno alla base di Grinning in Your Face, pezzo estremamente “consapevole” del duo. Le radici americane del sound sono ulteriormente omaggiate in Route66, blues lento, avvolgente e piuttosto demoniaco.
I know porta in campo pulsioni psichedeliche che si diffondono su campi vasti ma con qualche occhiata a sonorità vintage. Traintears prova a incamminarsi su percorsi più malinconici, con qualche cosa di britpop nel background.
Lose your mind provvede qualche ulteriore dose di potenza, di riverberi, di schitarrate e di sound vintage. Si chiude con una versione piuttosto corposa del classicone Depeche Mode Personal Jesus.
Si approccia il disco pensando alla curiosità della beatbox applicata al rock, ma dopo un po’ ci si accorge che è soltanto un elemento del sound dei Monkey OneCanObey, e onestamente neanche il più rilevante. La costruzione del disco, l’ispirazione, la cura del sound portano a un risultato ricco, corposo e molto interessante.
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