Romano ma di recente trasferitosi a Siviglia, Michele Terralavoro è un cantautore con attinenze pop, che di recente ha pubblicato il suo nuovo singolo Altrove Qui. Lo abbiamo intervistato.
Ci racconti chi è Michele Terralavoro?
Ciao, sono tante cose, non amo mettermi un’etichetta precisa. Mi piace spaziare nell’arte con il teatro musicale, la danza e la scrittura di brani musicali. Sono nato il giorno di San Vito, forse proprio per questo difficilmente riesco a stare fermo.
Come nasce “Altrove qui”?
Altrove Qui, nasce dopo un periodo di viaggio alla riscoperta di me stesso. Mi sono ritrovato in Altrove Qui. È un inno a godersi ogni singolo istante di tempo che abbiamo, perché ne abbiamo tanto, ma lo usiamo male. È un inno ad apprezzare il tempo e non sprecarlo dietro persone o progetti non nostri.
Hai in preparazione un disco: ci anticipi qualcosa di come sarà?
Sì, in verità è già quasi pronto. L’album l’ho potuto realizzare grazie ai miei Crownfounders che hanno creduto in questo progetto e grazie all’etichetta REVUBS DISCHI che ne ha dato la giusta forma.
Tre nomi di cantanti e cantautori italiani che rappresentano tuoi punti di riferimento oggi
Vediamo. Sicuramente Levante di cui amo ritmo e testi, Fabrizio Moro forte di empatia e Simone Cristicchi.
Vivi a Siviglia: qual è l’atteggiamento del pubblico spagnolo nei confronti della musica italiana e della tua in particolare?
Sì vivo a Siviglia da qualche mese. L’atteggiamento del pubblico spagnolo è sicuramente più attento e attivo nelle scena musicale e artistica che lo circonda. Gli spagnoli amano tutto ciò che produce l’Italia nel campo artistico. Mi trovo benissimo.
