Alberto Vescovi: “Nova” è il nuovo video #trakofthenight

E’ online su YouTube Nova, il nuovo video del pianista contemporaneo Alberto Vescovi. La traccia, già disponibile in streaming e in digitale, è contenuta nel concept Universe, a sua volta composto dai due ep Cosmonauta e Cinque da oort che insieme rappresentano una narrazione del processo creativo attraverso la passeggiata di un Cosmonauta in uno spazio estremamente sconfinato, da un lato, e intimo dall’altro.

In Nova e nelle altre tracce di Universe la musica viaggia tra esplosioni di supernova, orizzonti ed attrazioni gravitazionali, fino alla singolarità di un qualcosa che esiste ma che non può essere spiegata, passeggiando tra melodie che, come gli asteroidi, arrivano da lontano, da quelle regioni dello spazio (interno o esterno che sia) che possiamo solo ipotizzare perché troppo buie, profonde e lontane per essere osservate.

Il progetto “Universe” nasce da quella che per me (e credo per tutti i musicisti) è una vera e propria ossessione nei confronti del pianoforte. Un viaggio in un universo sconfinato, in una passione, quella per la musica, che trova un inizio ma non una fine. Un universo dove il limite si sposta sempre un po’ più in la. Riguardo al video di “Nova” non posso fare altro se non che ringraziare Simone Bacchin, che ha curato meravigliosamente e con grande dettaglio le riprese, la fotografia e il montaggio delle immagini di un brano a cui sono particolarmente affezionato. Un brano caratterizzato da una grande energia, un’esplosione che riecheggia e che si muove nello spazio fino a disperdersi in un eco lontano”.

Universe è stato composto, prodotto e suonato da Alberto Vescovi. La sezione Cosmonauta è stata registrata a gennaio 2020 presso Il Guscio recording studio di Milano, assieme ai brani Niobe e Tisbe di Cinque da oort. I brani Minerva, Vesta e Ebe sono stati registrati in casa di Alberto Vescovi durante il lockdown. Mix e mastering: Camillo Corona per l’home recording e Lorenzo Farolfi per la sessione in studio. Il video di Nova è opera di Simone Bacchin.

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