E’ disponibile in digital download e sulle migliori piattaforme streaming Il bambino di Aleppo (Paflaggero Dischi), il nuovo singolo del cantautore romano Angelo Iannelli, una forte denuncia senza sconti verso tutto ciò che non vogliamo guardare e cerchiamo di evitare.

Cominciamo da una presentazione: chi è Angelo Iannelli?

Non lo so, lo dico anche in una mia canzone, ma so bene tutto quello che non sono. Non sono uno che ama essere etichettato, semplicemente perché l’etichetta non ce l’ho, tifo per le sottomarche.

Parliamo del tuo nuovo singolo: come nasce “Il bambino di Aleppo”?

Il brano è nato tra il 2016 e il 2017, dopo aver visto il terrificante video di Omran Daqneesh, il bimbo di Aleppo che sarebbe poi diventato il simbolo della guerra in Siria. In quei giorni di guerra e follia ho sentito Annalisa Parente, una raffinata autrice con cui avevo già collaborato per il brano “Paolo a Francesca”, che aveva appena scritto dei versi sul terribile episodio di Omran. È bastato pochissimo per decidere di scrivere insieme il testo de “Il bambino di Aleppo”.

Intanto io avevo in testa da tempo una melodia dall’andamento scanzonato e dai bpm elevati. Ho deciso quindi di sperimentare, unendo un testo ironico ma in realtà ispirato a un tema molto importante con una melodia decisamente allegra, ed è uscito fuori un gioco di contrasti e contrapposizioni che ha dato vita a un brano che definirei “perturbante”.

Hai vissuto in Siria dal 2008 al 2011. Che tipo di esperienza è stata? Pensi che tornerai?

Amo la Siria, mi porto dietro ricordi meravigliosi e indelebili, in particolare della città di Damasco, dove sono vissuto. Nel periodo in cui sono stato in Siria devo dire che si respirava un clima di apparente tranquillità e libertà. Mi ha colpito molto la benevola convivenza, esemplare per alcuni versi, tra cristiani e musulmani, e in generale tra persone con culture e costumi diversi. Insomma, in apparenza la Siria era un’oasi di pace e condivisione. Fino al 2011, quando è caduta la maschera.

Spero di poterci tornare presto, ho ancora tantissime cose da scoprire ed emozioni da vivere in quella terra straordinaria.

Quali saranno i tuoi prossimi passi?

Nel 2020 usciranno sicuramente altri brani, forse anche l’intero album o un ep, poi mi piacerebbe dedicarmi a un altro romanzo, il secondo dopo “Bar Binario” (Aracne, 2016).

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