Audiosfera, “Ogni cosa al suo posto”: la recensione

audiosferaGruppo umbro, con una passione per il pop inglese e in particolare i suoni dilatati dello shoegazing, gli Audiosfera sedimentano questa passione e la ripropongono a modo loro, dando spazio alla melodia italiana, alla struttura della pop song. In più, con un uso sapiente delle tastiere ampliano ancora di più il “tiro” pop del progetto.

Ad aprile 2016 gli Audiosfera sono entrati in studio per registrare il loro primo album Ogni cosa al suo posto. La registrazione dell’album si è svolta al BustHard Studios di Terni sotto la supervisione di Giorgio Speranza e Saverio Paiella, con la fase di mixaggio completata il 12 agosto 2016. L’album si compone di undici brani con melodie molto pop e arrangiamenti curatissimi, il tutto ispirato alle sonorità dello shoegaze.

Audiosfera traccia per traccia

Si parte da lontano con Otto minuti di follia, che crea un’atmosfera ovattata nella quale si inserisce prima una chitarra piuttosto straziata, quindi un cantato molto gentile. Anche Ogni cosa si fa largo con certe dosi di rumore, ma anche con qualche dose di melodia nel background.

La melodia prende il sopravvento in E non finirà mai, che pur lasciando qualche strascico alla chitarra elettrica disegna traiettorie morbide e romantiche. L’infinito sembrerebbe voler adottare strategie simili, ma in realtà poi si sale di colpi, con un climax quasi noise.

Si prosegue poi con una sofferta, narrativa ed elettrica Zoe. Ti porterò lontano propone panorami extraterrestri ma anche particolari più intimi, in un pezzo power pop. Sei di più indossa gli abiti della ballad, con apertura acustica e attitudini melodiche.

Si scivola su velocità pop anche con la snella Un istante da vivere. Arriva poi Ago nel cuore, con partenza lenta ma un po’ psichedelica, almeno a seguito della chitarra. Si viaggia sul soffice, ma con riverberi elettronici, anche con Tempesta, non particolarmente tempestosa, se non nella seconda parte. L’album si chiude con La vita che vorrei, ritmata e un po’ più energica delle precedenti, con aperture multicolori.

Appassionati alle canzoni da tre minuti, gli Audiosfera mostrano però una propensione per sonorità anche più ampie e ambiziose. Scrollate di dosso certe ingenuità “da esordio”, la band sembra pronta per conquistarsi una buona fetta di attenzione da un pubblico piuttosto variegato.

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