Before Bacon Burns, “La musica elettronica è il futuro”: recensione e streaming

Si chiama La musica elettronica è il futuro (ma di elettronico contiene veramente pochissimo) il nuovo disco dei Before Bacon Burns, band nata nel 2012 a Monza. Pubblicano il primo ep dal nome “BAN” a fine 2013, nel frattempo girano per i palchi della Lombardia, aumentando il proprio bagaglio di esperienza live suonando in locali storici come il Rock’n’Roll e il Ligera di Milano e in contesti importanti per la musica indipendente come Linoleum e il Pending Lips Festival.

Durante tutto il 2015 lavorano alla stesura del loro primo album, che registrano al Frequenze Studio di Monza nei primi mesi del 2016. Il disco è stato interamente finanziato grazie a una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Musicraiser.com.

L’album, cantato in italiano, è uscito per Discipline, etichetta indipendente di Garbo e Luca Urbani. La band è composta da Eleonora Podda (voce, chitarra), Andrea Cattaneo (chitarra), Davide Scotti (basso, cori), Stefano Zecchillo (batteria, cori).

Before Bacon Burns traccia per traccia

L’apertura del disco è affidata a Cipresso, iniettata di forti influssi new wave e indie, in mezzo a una struttura cangiante e rumorosa, che tende a mettere in evidenza chitarre e drumming, prima di un finale piuttosto curioso. A proposito di curioso: ascolta un po’ l’apertura di Lexotan e ne riparliamo. Nel pezzo emergono influssi punk, oltre che chimici.

Si prosegue con la più rallentata Politecnico, molto rumorosa e potente, con la chitarra che di nuovo prende il centro della scena nel finale. Il cielo di Kant fa perno sulle citazioni del fiosofo di Königsberg, immerse in un rumoroso brodo di coltura sostanzialmente metal. Non si abbassa il livello di tensione in Mani, che ha un andamento fluido.

In faccia abbassa i ritmi e se la prende con il perbenismo e alcuni comportamenti quotidiani ben visibili, facendo riemergere, qualora fosse rientrato, lo spirito ribelle della band. Irene è un altro ritratto rock ben costruito, con finale psichedelico, mentre Canzone triste prosegue su ritmi accelerati. Scivolerò al contrario sulle prime rallenta, lasciando pensare a un momento di calma: ma è un’illusione, perché il pezzo riacquista presto potenza e impatto. Il disco si chiude sulla ritmata Pragmatica, chiusura piuttosto epica del disco.

Detto che ogni tanto gli strumenti sovrastano la voce, i Before Bacon Burns mostrano un certo grado di carica e di originalità che non si può ignorare.

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