Before Sunset, “Paura del futuro”: la recensione

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I Before Sunset, dopo un disco embrionale intitolato Tufo che ha permesso alla band di fare tanta gavetta, pubblicano Paura del futuro, un secondo disco rumoroso e coerente, che uscirà domani 11 maggio 2018.

Before Sunset traccia per traccia

Dopo lo strumentale Intro Congiuntivo, ecco che si parte sul serio con Condizionale, un rock aperto e forte, che cerca e trova connessioni con le viscere dell’ascoltatore.

Non si abbassano né ritmi né tensioni con una roboante Welsh, che assomiglia molto a un anthem per atteggiamento e cantato. Dammi un cielo ha un’introduzione strumentale molto ruvida e piuttosto altisonante; il pezzo si rivela poi narrativo ma anche invettivo.

La colpa è mia suona potente ma anche con profili sonori più sottili da cogliere lungo la strada, nell’ambito di un’atmosfera molto 90s. Corale e nostalgica Playmobil,  che parla di giochi d’infanzia con una sorta di risentimento elettrico.

Legnaia è molto diretta e si muove su traiettorie semplici, anche se comprende rallentamenti improvvisi. Acustica e breve, 1985 si affida a un estretto di Ritorno al futuro per fare da intermezzo.

Si chiude con Prima del tramonto, pezzo eponimo e quasi ottimista, almeno per le sonorità, che vede la band in grande spolvero.

Disco coerente e ben costruito per i Before Sunset, capace di convogliare una grande energia in tracce dal suono estremamente compatto.

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