Blumosso, “La Battaglia di Svevia”: recensione e streaming

La Battaglia di Svevia è il secondo album del cantautore Blumosso. La Battaglia di Svevia è un lavoro che comprende nove brani in italiano e uno in francese, accomunati tra loro da temi concreti e interiori. Nelle canzoni dell’album emergono scenari di vita quotidiana e la poeticizzazione degli elementi naturali come mare, cielo, terra e fiori.

Descrivendo non solo l’indissolubile legame con la sua terra, il Salento, Blumosso apre la sua scrittura alle esperienze più personali includendo così anche i luoghi in cui l’artista si è formato, dove si svolgono le storie di cui canta. – dove vivo e ‘sento’–  Rendendo elementi essenziali anche le situazioni più intime come: la festa del paese; il forno dove si fa il pane; gli spazi della casa; i luoghi dell’infanzia: come i campi brulli d’estate, sotto un albero di gelsi, quando si guardava in cielo e si notavano le scie degli aerei, e ci s’innamorava della ragazzina, venuta in vacanza dal nord. 

Blumosso traccia per traccia

Partenza malinconica e piuttosto sussurrata, quella che regala come in un film porno, che a parte alcune immagini legate a erotismo e autoerotismo, suona come una canzone d’autore molto old style.

Dall’inizio alla fine è una ricerca di sincerità, animata da ritmi crescenti. Il brano si fa intenso e anche rumoroso, senza perdere di intimità.

La title track La Battaglia di Svevia conserva una certa vivacità e uno spirito pop, ma anche qui la malinconia fa capolino spesso.

C’è il synth ad aprire un posto dove ti sorriderò, che ritorna molto morbida e ricca di desideri. Bella l’attività del basso e buono il cantato che si solleva quasi all’improvviso,

Agile e piuttosto incalzante, ecco La festa del paese, che corre e regala parecchie immagini, citando apertamente Tenco e offrendo saluti e sorrisi tristi.

Si percorrono le Orbite, che racconta di una notte all’ombra dell’Ilva, molto più poetica e romantica, mandolini compresi, che inquinata.

Paga il giusto tributo agli chansonnier Le temps qui va, a ricordare una connessione tra canzone italiana e francese annoso e sempre importante. Qui la declinazione del brano è quasi dream pop.

Riacquista ritmo e rimpianti Al bar del corso, che confessa un pensiero fisso che però non si trasforma mai in realtà. La tromba conferisce un che di epico alla canzone.

Scala un paio di marce e accelera bruscamente Gelsi, che porta in rilievo altri ricordi, per lo più d’infanzia, ma con un mood decisamente vivace.

La chiusura è quella di Labbra, dolcissima e ricca di pianoforte, a sottolineare un distacco di cui si è ampiamente parlato anche nei brani precedenti.

Progetto interessante che si conferma nel tempo, quello di Blumosso. Canzoni scritte in modo intelligente, con un tono raramente sopra le righe, capace di carezze più che di pugni allo stomaco, anche quando irrobustisce il linguaggio.

Genere musicale: cantautore

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