Brucherò nei pascoli: “Nolotov” è il nuovo video

Fuori su Youtube il videoclip ufficiale dell’ep Nolotov, il nuovo progetto musicale dei Brucherò nei Pascoli, disponibile su tutte le piattaforme digitali.


Il videoclip è la rappresentazione visiva di entrambi brani che compongono l’ep, Gesù bambino e Cracco, prodotti da Crookers. Si tratta di un breve cortometraggio – realizzato da Marco Proserpio in collaborazione con Astrid Ardenti e il Centro Occupato Autogestito T28 – in cui sono resi tramite immagini sia il processo creativo di realizzazione del progetto, sia l’esibizione di presentazione al pubblico avvenuta al Bar Rondò di Milano nel cuore della loro (tanto odiata) NoLo. 

L’impatto visivo caotico e quasi psichedelico delle immagini si allinea perfettamente con il suono ruvido e graffiante, l’attitudine estremamente punk, di contestazione del gruppo e le tematiche sociali che animano il progetto. Nolotov è infatti una sorta di concept 45 giri con due tracce, due “lati” per raccontare il tema della gentrificazione: l’impoverimento dell’identità dei quartieri milanesi e della vita dei suoi abitanti in contrasto con l’aumento del tenore di vita, la difficoltà di affermarsi in una realtà che condanna all’insoddisfazione e che è sempre più oppressa dal controllo intensivo delle forze dell’ordine.

Nolotov, in un evidente richiamo fin dal titolo al quartiere milanese Nolo e all’ordigno esplosivo, mette in evidenza la necessità di ribellarsi, far esplodere le contraddizioni della città italiana tra le più avanzate e in costante evoluzione, ma che relega ai margini chi cerca di viverci. Il progetto, estremamente calato nella contemporaneità, racconta il senso di insofferenza e frustrazione generazionale, la sfiducia nei confronti della classe politica, delle istituzioni e della società.

Il “Lato A” dell’EP è costituito dal singolo Cracco pubblicato venerdì 17 maggio, che ha anticipato le tematiche alla base del progetto.

Cracco è una medaglia a due facce. Racconta le vite di due fratelli, uno ricco e uno povero, entrambi condannati alle loro esistenze: quello povero che combatte ma perde, quello ricco che ha tutto ma si sente uno schifoIl capitalismo ci ha abituati alle sue sbarre d’oro, stordendoci con roba tagliata male e facendoci sognare il cibo di Cracco. Voler bene alla propria deriva significa ripartire dalle cose basilari, soprattutto quando non ti resta più niente

Seconda traccia è Gesù bambino, il racconto estremo di una parata notturna in via Padova, una canzone che racconta le contraddizioni di una Milano sempre più controllata e opprimente. 

Nel ritornello “salutiamo” tutti gli abitanti che la vivono, un po’ come per prenderne le distanze un po’, inevitabilmente, per rimanerci appiccicati

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