Carme, “Goodbyes”: la recensione

Esce venerdì 13 in digital download e sulle piattaforme streaming Goodbyes, l’ep di debutto di Carme, musicista e compositore milanese, attualmente stabilitosi a Helsinki, che negli corsi mesi ha fatto parlare di sé con i singoli Nobody e Time. L’ep è una raccolta di quattro tracce scritte nel giro di due mesi. E’ una fotografia di un momento che ha scosso le fondamenta di Carme permettendogli di crescere sia personalmente che musicalmente. Le canzoni raccontano in ordine cronologico gli attimi finali di una relazione, rappresentando una sorta di congedo, da qui il titolo Goodbyes.

“Seppur avessi già scritto diversi brani, questi quattro erano gli unici che continuavano a convincermi anche dopo ripetuti ascolti e ho pensato quindi che fossero giusti per dare inizio al progetto. Insieme a Max Lotti e Giorgio Mastrocola ho allora cercato di conservare il più possibile la loro attitudine iniziale facendo in modo che la produzione non li privasse delle emozioni che trasportavano. E’ stato un processo lungo, ma poter sentire le tue tracce suonare bene è un’emozione impagabile.”

Carme traccia per traccia

Si veste di r&b l’apertura dell’ep con Nobody, permeata di velluti e di una voce potente ma morbida. Ed ecco subito anche l’altro singolo, Time, che ha un incipit particolarmente avvolgente. Il brano cresce un suono alla volta, un battito alla volta.

Accenni sintetici moderati in apertura a Indecision, sempre piuttosto notturna. Qui però il ritmo cresce e la personalità anche, e si finisce quasi ballando.

Si chiude con una profonda Found, con il pianoforte a sottolineare passaggi che si intuiscono dolorosi. Un contesto pop ma dinamico, che macina sensazioni e movimenti.

Classico ma consistente l’ep di Carme, che risente poco del soggiorno finlandese (per quanto ne posso capire io di musica finlandese) e guarda con continuità a un’America piuttosto black e notturna, ma tutto con eleganza.

Genere: r&b, pop

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