Mai come negli ultimi mesi ci siam trovati a fare i conti con la nostra quotidianità e con il riflesso di noi stessi, giorno dopo giorno: la routine, talvolta, sembra una di quelle magliette piegate, ripiegate e lasciate su uno scaffale. E’ da questa metaforica scena che prende forma Le commesse, ultimo brano di Daniele Barsanti. Lo abbiamo intervistato.

Hai paura della routine e della monotonia di cui parli nel brano “Le Commesse”?

Diciamo che ho più paura di far passare il tempo nella stadio della “noia”. Alcune volte routine vuol anche dire regolarità, non è per forza sinonimo di monotonia. Ho più paura di sprecare il tempo, non riuscire a gestirlo al meglio. La vita non è infinita e non si può andare sempre al massimo. Bisogna trovare un balance tra routine e sorpresa.

Questo brano anticipa il tuo nuovo album. Le canzoni che ne faranno parte di cosa parleranno? Puoi anticiparci qualcosa?

Per adesso non posso svelare molto, il disco è ancora in fase di produzione. Diciamo però che ho una selezione di canzoni che mi piacciono molto in cui ho cercato di mettere davanti a tutto, un linguaggio comune come trait d’union, insomma dalle prime frasi si deve sentire che a scrivere è “la solita penna”.

Quali sono gli artisti con cui ti piacerebbe collaborare?

Vorrei scrivere una canzone colonna sonora a quattro mani con Leonardo Pieraccioni, per vedere cosa viene fuori, magari con la regia di Veronesi e sceneggiatura di Francesco Nuti. BOOM! L’ho sparata grossa, hahahah, ma il sogno è mio e me lo posso “disegnare” come mi pare no?

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