Fargas, “L’Esordio dell’Innocenza”: La recensione

Affezionati come siamo ai Fargas, che seguiamo più o meno dai primordi, ci occupiamo de L’esordio dell’innocenza, ep da quattro canzoni in uscita proprio oggi, martedì 20 luglio 2021.

Dopo la pubblicazione di Città Animale (Private Stanze, Kizmaiaz), i Fargas, trovandosi nell’abbraccio di critica e pubblico, hanno iniziato un tour con date in Italia ed Europa bloccato, purtroppo solo dopo una settimana, dal primo lockdown nazionale. Finito questo primo periodo di chiusura, la band ha deciso di trovarsi in studio per registrare nuovi brani per ben due giorni partendo con l’approccio della jam session. Una troupe, Gadoev, li ha seguiti documentando queste 16 ore di musica in presa diretta delle nuove composizioni.

Da qui nasce questo nuovo ep e il documentario legato a esso sulla rinascita, sul riconoscersi e sulla contaminazione. Le composizioni hanno nomi di città, località, dove la band avrebbe voluto essere al momento della chiusura del Paese. I Fargas si sono quindi lasciati suggestionare da esse nei suoni durante le
registrazioni. Il documentario è una sorta di viaggio, una via di mezzo tra la performance artistica e la registrazione di un album, cadenzato dalla presenza improvvisa e inaspettata del filosofo Dario DeSantis (ricercatore, scrittore, già conduttore per Rai Storia).

Fargas traccia per traccia

Voce profonda e un ritmo fluido ed elettrico quelli che presiedono alla narrativa marittima di Calafuria, brano parlato e ossessivo che apre, con dinamismo, l’ep.

Si prosegue con Deauville, anch’essa avviluppata attorno a un pizzico di ossessione a loop, anch’essa caratterizzata da immagini marine, ma più appuntita e approfondita, tra francese e latino.

Approccio acustico e mediterraneo quello di Folegandros, che gioca con le rime baciate per esprimere concetti un tantino carnali, ma non per questo meno poetici. Anche qui c’è il mare, che però si imbestialisce e arriva a montare una tempesta elettrica.

Chiusura in dolcezza: a Trieste ci si arriva con una chitarra elettrica in vena di assoli ma anche di dolcezza,

Come sempre soddisfano e piacciono, i Fargas, anche in versione ridotta come in questo ep, perché sanno sorprendere ma anche perché riempiono le canzoni di qualità e attenzione ai dettagli. Un altro tassello significativo a una carriera fin qui sottotraccia ma non per questo meno interessante.

Genere musicale: rock alternativo

Se ti piacciono i Fargas ascolta anche: Siberia

Pagina Facebook Fargas
Pagina Instagram Fargas