Feel in The Void: pezzi delle nostre vite, ricordi e percezioni

In Etere è il nuovo album dei Feel In The Void, cinque anni dopo la produzione precedente, Flogisto. Abbiamo rivolto alla band qualche domanda.

Cinque anni di distanza dal vostro primo disco: perché questo lasso di tempo e come è cresciuta la band da Flogisto?

Dopo aver pubblicato il primo album, Flogisto, la vita ci ha allontanati, spargendoci in città diverse. In questo contesto, abbiamo sviluppato nuove idee, è nato il nuovo sound e ha preso vita In Etere. Poi la pandemia ha aggiunto ulteriore delay alle nostre chitarre…

Quali sono le motivazioni e le ispirazioni principali di In Etere?

E’ un disco che racchiude pezzi delle nostre vite, ricordi e percezioni. Ci piace pensare di ricondurre ogni brano a un quadro astratto: interpretabile dall’osservatore, ma con un’atmosfera di fondo definita e descritta dal pittore. Tra le note di In Etere, abbiamo inserito il tema della sfida e del coraggio, ma sta poi all’ascoltatore ritrovarsi nelle parole cantate. Inoltre, avevamo intenzione di seguire il filone artistico del precedente album Flogisto, a partire dal titolo, che significa tante cose.

Come la teoria del Flogisto fu uno dei primi tentativi nel XVII secolo di spiegare i processi di combustione, così l’Etere fu imputato a essere il materiale presente nel vuoto, capace di permeare tutti gli spazi tra Terra e cosmo, tra spirito e natura. Tutte immagini evocative di una fisica antica e ricca di senso artistico, riconducibile alle sensazioni che un brano di questo album può trasmettere.

Qual è stata la canzone più difficile da scrivere, nell’album?

Himalaya. Ha un impatto elettronico che si discosta dal resto dei brani. Si fa un uso diverso dei sintetizzatori e delle chitarre elettriche, che ci ha portato a sperimentare e ricercare nuovi suoni, spesso allungandoci in sessioni strumentali quasi da musica ambient. Il concept di questo brano aveva una durata di oltre 10 minuti!

Al di là dei fenomeni commerciali, si è globalmente di fronte a una sorta di riscoperta del rock. C’è qualche band italiana che vi sentite di segnalare e che vi piace particolarmente?

Siamo sempre stati simpatizzanti dei Verdena, Marta Sui Tubi, Bud Spencer Blues Explosion, per citarne alcuni. Il rock sta riaffiorando e non possiamo che esserne felici.

Avete ricominciato a suonare dal vivo? Dove vi possiamo sentire prossimamente?

Stiamo organizzando un tour per promuovere il disco e suonarlo dal vivo. Presto sveleremo le date. Contiamo di suonare moltissimo, adesso che finalmente la situazione in Italia tende a sbloccarsi dal punto di vista degli spettacoli. 

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