Fil Bo Riva, “Beautiful Sadness”: la recensione

Esce oggi 22 marzo 2019 Beautiful Sadness, lp d’esordio di Fil Bo Riva. Fil Bo Riva non è soltanto il nome d’arte del cantautore Filippo Bonamici. E’ anche il nome di un progetto che unisce i talenti di due amici: Bonamici e il chitarrista Felix A. Remm.

L’album di debutto è composto da tredici canzoni. Fil Bo Riva non è uno di quei musicisti che sin da piccolo sognava di diventare una star, eppure la musica è stata la sua costante compagna di viaggio. Nato e cresciuto a Roma, ha subìto il fascino della musica italiana degli anni Sessanta, decisiva nell’influenzare il suo approccio alla melodia. I quattro anni trascorsi in un collegio in Irlanda gli hanno fatto conoscere una nuova e affascinante scena musicale, ma la scintilla decisiva è arrivata con il trasferimento a Berlino.

È lì che Filippo incontra il chitarrista Felix A. Remm e il produttore Robert Stephenson (Mighty Oaks), due figure che hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo della sua musica e che gli hanno permesso di fare il salto di qualità.

Con loro nel 2016 registra il suo ep di debutto, If You’re Right, It’s Alright contenente la fortunata Like Eye Did. Un esordio che spalanca all’artista italiano le porte dei club e dei festival di tutta Europa. Nel frattempo, tra un tour e l’altro, Fil Bo Riva ha continuato a lavorare sul suo album di debutto e a stuzzicare i suoi fans con nuova musica.

“Questo disco – spiega Fil Bo Riva – lo vedo quasi come un mix tra un progetto di un artista solista e una band. Senza i miei musicisti la musica avrebbe suonato in maniera molto diversa”.

Fil Bo Riva traccia per traccia

Si parte da Sadness (intro): benché introduttiva, è una canzone vera e propria, intrisa di malinconia profonda e molto intensa, che nel finale del brano emerge con forza.

La tristezza tracima fino al brano seguente, Time Is Your Gun, che però è permeata da atmosfere molto più da indie rock internazionale, con qualche accelerazione e qualche brusca decelerazione.

Radio Fire prende le cose con un po’ più di calma, facendo crescere i suoni piano piano, sempre sull’asse portante voce-chitarra.

Un urlaccio di partenza annuncia Go Rilla, tra i pezzi più mossi e anzi proprio agitati, ma più festoso che nervoso.

Tutt’altre idee quelle di Baby Behave, che apre con molta tranquillità, voce e chitarra, aggiunge dei cori e forma un’atmosfera suggestiva.

Arriva poi Head Sonata (Love Control), uno dei singoli già presentati: partenza lenta e poi scrollata brusca, ma con suoni più sintetici che rock, anche se i ritmi sono alti e la chitarra punteggia il discorso.

Un po’ di vecchia scuola si spolvera per la ballata elettrica Is it love?, non priva di ironia. L’over, invece, cantata un po’ alla Chris Martin, emerge piano dalle ombre per acquistare un certo swing.

Blindmaker si conferma sulla linea dei pezzi ritmati ed elettrici, ma con un fondo di malinconia che è impossibile da trascurare.

C’è l’autotune in L’impossibile, cantata parte in inglese e parte in italiano, con un’allure da cantautorato antico, tra Tenco e Nico Fidenco.

Si torna in modalità internazionale, ma anche su orchestrazioni e arrangiamenti molto “allargati”, con Different But One, in cui parte della melodia si regge sul pianoforte, fino a un finale teatrale.

Molto più minimal A Happy Song, intessuta di trame fitte ma non invadenti, con i cori che offrono qualche colore in più. Suona al contrario Beautiful (outro), strumentale di chiusura.

Non tradisce le attese, già alte, l’esordio su lp di Fil Bo Riva, che conferma, oltre alla già nota predisposizione a confezionare singoli d’impatto ma non banali, anche la capacità di mixare suoni di ispirazione internazionale con un songwriting molto caldo e presente.

Genere: alternative

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