Stare è l’album d’esordio di FLWR, giovanissimo artista romano che propone un urban di stampo romantico e patinato sospeso tra rap, trap e canzone d’autore. Un concept album sui colori e le loro sfaccettature a cui vi hanno partecipato altri producer e artisti della crew di TooMuchFresco tra cui UkuLele.

Stare raccoglie l’ultimo anno e mezzo di vita di FLWR, trascorso tra l’Italia e gli Stati Uniti. Ogni traccia racconta un’esperienza particolare: anche se ciascuna è diversa dalle altre, ognuna di esse, con il titolo di un colore, trasmette in maniera evocativa un’emozione differente. Il disco sta uscendo un singolo per volta e infatti su Spotify al momento sono presenti soltanto sei degli undici brani del lavoro.

FLWR traccia per traccia

Si accende la Luce sul disco con un’intro breve ma piuttosto intensa, con la vita che “dura un sec”, con un po’ di groove di sapore r&b sullo sfondo.

Preceduta da qualche balbettio elettronico, Bianco è un discorso morbido e con atmosfere che si fanno ovattate e sintetiche.

Quasi un’autopresentazione quella che si materializza tra i suonetti gentili di Giallo, che comunque si esprime sulla linea “Ho chiesto a Google come toglierti dal piedistallo”: idee agrodolci si spargono su tutta la superficie del brano.

Insieme a Siboh si passa poi ad Arancione, in cui le atmosfere trap si fanno più fitte, anche di rime e di immagini di vita quotidiana.

Rosso, con Delta, parte da una sorta di conversazione di autocoscienza che parla del brano stesso. Poi si entra e si parla di lune storte, in un brano molto pop ma anche piuttosto acidino.

Molto dolce e acustica, con un pianoforte nel sottobosco del brano, Rosa, pezzo che esprime tutto il romanticismo di cui FLWR è capace.

All’interno di Verde appare l’intervento, piuttosto appuntito, di UkeLele, per un pezzo che mescola dolcezza e istinti più cupi.

Si passa ai colori scuri e ai suoni un po’ più profondi con Blu, che ha toni abbastanza urban e un battito più asciutto.

Ecco poi Viola, con CCC, che ha toni quasi orientaleggianti, per un percorso oscuro ma di rinascita che si sviluppa nel brano.

La voce vibra un po’ sulle prime note di Nero, che come da titolo si fa sotterranea e anche parzialmente ambigua e minacciosa.

Technicolor chiude il disco con qualche accenno sonoro e qualche “sku” che apre, prima di lasciare spazio alle barre fitte del pezzo.

La palette di colori che FLWR utilizza per questo suo esordio è variegata e interessante, portando in rilievo un gran numero di possibilità creative, perfettamente in linea con le tendenze sonore attuali.

Genere: itpop, hip hop

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