Fulvio Bozzetta, “Metabolismo lento”: recensione e streaming
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La matematica e la musica sono linguaggi universali: il primo, più rigoroso; il secondo, più emotivo. Entrambi convivono nell’animo del cantautore Fulvio Bozzetta, professore in pensione, che a 67 anni decide di pubblicare il suo primo album, e di chiamarlo, autoironicamente,  Metabolismo lento. La scelta di un esordio discografico a una così “tenera” età deve essere effettivamente il frutto di lente e ponderate riflessioni, di una vita spesa tra l’insegnamento e le canzoni, scritte senza sosta dagli anni ’70 a oggi.

Il risultato è un disco molto personale, uno spazio aperto in cui l’autore compie scelte stilistiche, musicali e ritmiche molto diverse tra loro, seguendo come unico filo conduttore  la propria intuizione, perchè “ogni parola esige una sonorità, ogni frase un ritmo e una sola soluzione musicale esatta“.

Fulvio Bozzetta traccia per traccia

Il tango di Josko, il primo brano dell’album, è velato di malinconia. È una personale elaborazione del lutto, l’ultimo saluto all’amico ballerino che ha combattuto contro la morte, immaginata come ultima compagna di danza, con coraggio e sino alla fine.

Cuccioli è uno dei pezzi più complessi e coinvolgenti del disco. Inizia lento, con la sola chitarra. Piano piano si trasforma “in un passo di sogno”, come lo stesso Bozzetta canta nel brano, per terminare al pianoforte. La voce femminile è di Montserrat Zerega, che contribuisce a creare un’atmosfera calda e romantica.

Il jazz incontra il rock in Canzone per me, che probabilmente è il pezzo che esprime al meglio il grande amore per la musica e per la sperimentazione dell’artista. Il testo è autobiografico, racconta delle piccole guerre quotidiane e del desiderio di ritagliarsi del tempo per poter fare ciò che più si ama.

Bachiana per Ale è pianoforte e domande a un amore. E allora dimmi se fai sul serio / o se insegui il tuo fantasma con criterio? Dopo i ritornelli, gli archi prendono il sopravvento e la voce si fa cupa, ricordando quasi un canto religioso.

Il diritto e il rovescio è una lettera, una storia raccontata con sottile ironia, nel silenzio assenzio (…) tra le negazioni e le delusioni di una vita. Parla di Trieste, di Italia, di treni (bene inteso, a bassa velocità), di non-eroi metropolitani. La pioggia batte forte nell’introduzione di Ancora amore, per poi lasciare spazio al pianoforte e a calde parole d’amore, sempre rimanendo sulle atmosfere del tango.

Ritmo più vivace e testo al limite del nonsense per Bella pesciolina, in cui si immaginano scenari possibili per due amanti e si cercano rime per parole complicate, con cui Bozzetta riesce a rubare qualche sorriso all’ascoltatore. Il ritmo rimane allegro anche ne Il diavolo e Suor Angelica, una storia d’amore al limite tra due personaggi non proprio tradizionali. Il coro che intona Povero diavolo e povero chi si innamora sdrammatizza ulteriormente il tema.

Con Claudine ritornano le sonorità jazz, questa volta accompagnate da una intensità di interpretazione che emoziona. Il testo è uno dei più poetici, che richiama una passeggiata invernale,  a cui fa sottofondo una musica non ascoltata da nessuno / e da nulla riecheggiata / che ti lascia nelle orecchue un senso di neve che si scioglie.

Pornostar è la storia di Maddalena, raccontata su sonorità anni ’50 tra il jazz e lo swing, tra sospiri e ironia. Cazzi vostri mantiene alta l’attenzione, con trombe e molta ironia, passando in rassegna elementi del nostro tempo per cui è giusto iniziare a preoccuparsi. L’ultima traccia è Vuelvo al sur, omaggio e cover da Astor Piazzolla.

Metabolismo Lento è sì  un disco d’esordio, ma gode della maturità e degli anni di lavoro dell’artista che lo ha creato. Piacevole all’ascolto dalla prima all’ultima traccia, è un bell’esempio di cantautorato, classico ma non scontato, con musiche ricercate e testi appassionati e ironici.

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Chiara Orsetti