Gabriele Lopez: “Linee” in anteprima esclusiva su TRAKS!

Un'altra grande esclusiva firmata TRAKS: puoi ascoltare soltanto qui, in anteprima assoluta Linee, il nuovo disco di Gabriele Lopez, qui sopra in streaming.

Gabriele ha già avviato da anni la sua carriera da cantautore, che gli ha regalato numerose soddisfazioni, tra le quali la partecipazione al Concertone del 1° maggio e della quale Linee è un nuovo capitolo (e lui stesso ne dice: "Credo sia a oggi il lavoro che mi rappresenta di più"). Ma potresti aver ascoltato la sua voce anche in altri ambiti: oltre che nipote del popolarissimo Massimo Lopez, è infatti attore e doppiatore di molte serie di successo e in particolare di Leonard di The Big Bang Theory.

Vorrei sapere come hai approcciato il lavoro al nuovo disco

Questo disco è nato anzitutto dalla consapevolezza di volermi esprimere in totale libertà.  Dopo tante esperienze di collaborazione ho sentito la profonda esigenza di non avere filtri, di essere me stesso al 100%.  Per questo motivo ho arrangiato e suonato da solo tutti gli strumenti.  Le preproduzioni (soprattutto per quanto riguarda acustiche, percussioni e ukulele), sono state realizzate in una stanza con legno e libri intorno.

Questo perché volevo ottenere quel suono ruvido e genuino che proviene da un gusto un po’ nord-europeo, volevo quella verità nell’ esecuzione e nell’ emozione. Ho lavorato molto sull’utilizzo della mia voce nei cantati per cercare di trovare una modalità espressiva nuova e personale, che mi rappresentasse meglio, che fosse più particolare.

In assoluto la voce “racconta” e nel racconto di varie storie (personali e non), si articola il tessuto narrativo di questo disco.  Sempre per mia scelta poi, ho avuto il piacere di ospitare due grandi musicisti : Andrea Di Cesare (archi in “Allo Specchio”, “Il Meglio Di Me” e “Non è Mai Finita”) e Francesco Forni (chitarre acustica e semiacustica in “Aspettami”). Vi anticipo che saranno con me sul palco nel live di presentazione che faremo a Roma.

Che cosa vuole esprimere il titolo “Linee”?

Le linee immaginarie tracciate da questo album segnano ovviamente dei percorsi (di vita per lo più), a volte anche dei confini. Confini mai intesi come ostacoli, bensì come opportunità. Confini che accolgono senza mai escludere.

Nei testi la “linea” principale è quella che segna il passaggio a una seconda fase della vita, con annessi inevitabili bilanci, gioie, dolori, delusioni e rinascite. È un po’ come quando si trasloca, alcune cose le conservi altre le acquisti, altre decisamente le butti per sempre. Credo sia a oggi il lavoro che mi rappresenta di più.

Vorrei sapere come nasce “Non è mai finita”

Ho immaginato un uomo seduto davanti all’oceano nel silenzio, all’alba. Il suo amore perduto in un tempo e in uno spazio lontani, forse irreali. Ho pensato a quegli amori strani, impossibili, che ti lasciano quella sensazione straziante a metà fra l’appagamento e l’insoddisfazione, senza finire mai davvero.

Ma tu rimani lì, immobile davanti all’oceano. E vorresti scomparirci dentro.

Tre nomi di cantautori di oggi che ti piacciono particolarmente?

Nella scena italiana attuale direi Mahmood , Calcutta e i Coma Cose.

Ce ne sarebbero anche altri che sto scoprendo ultimamente, magari te li dirò la prossima volta.

Ovviamente da fan di “The Big Bang Theory” è assolutamente obbligatoria una domanda in merito: ora che la serie è al termine, che cosa ti mancherà di più del personaggio di Leonard? (e la risposta “Penny” non vale…)

Ahaha, dopo 12 anni che doppio in italiano il bravissimo Johnny Galecki, posso dire di essermi sinceramente affezionato a lui e al suo inconfondibile modo di recitare. Del personaggio di Leonard forse mi mancheranno la sua capacità di adattarsi alle circostanze più assurde (la prima vivere con Sheldon!?), poi la sua gentilezza e le sue goffaggini.

E’ stato un grande privilegio poter fare parte di TBBT. Ricordo con molta simpatia l’incontro di noi doppiatori con gli attori protagonisti ormai 11 anni fa al Roma Fiction Festival, Johnny Galecki mi abbracciò e mi disse : “Do me more sexy ,please!”; lo trovai esilarante anche in quell’occasione.

Quali sono i tuoi nuovi progetti come doppiatore? E come riesci a conciliare la tua professione di doppiatore con quella di cantautore? 

Sono attore/doppiatore ormai da vent’anni e ho preso parte a tante lavorazioni. Ultimamente ho doppiato Spencer Reinhard in un film interessante “American Animals” uscito da poco al cinema, poi oltre a TBBT sto lavorando a diverse serie tv tra cui Gotham, in cui interpreto il ruolo di Oswald Cobblepot (Il Pinguino). Non ho mai avuto particolari problemi a conciliare musica e doppiaggio. La musica e la recitazione hanno sempre fatto parte di me fin da bambino, ho imparato a suonare il piano da mia nonna, a recitare grazie a mio padre.

Sono cresciuto in un ambiente familiare stimolante, sono stato fortunato. Ho anche studiato molto. Per me l’artista/performer completo può essere abile in più discipline. Credo che si possa essere poliedrici senza trascurare nulla. In particolare la recitazione non ha mai ostacolato la musica, anzi semmai è stata un valore aggiunto che mi ha aiutato a esprimere con più forza le cose che scrivo. Per altro nel doppiaggio canto spesso nei cartoni della Disney e sono autore e coautore di varie sigle.

Insomma i due mondi ruotano insieme all’interno della stessa orbita. L’unica vera differenza è che quando reciti ti diverti a essere qualcun altro, quando suoni e canti la tua musica sei te stesso senza filtri. Con la chitarra e un microfono (o da solo in una stanza) cerco la massima libertà di espressione, uno spazio sconfinato dove lanciare tutto quello che ho dentro nel tentativo di trasformarlo in qualcosa di bello da condividere.

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