Abbiamo scambiato quattro chiacchiere #senzacontesto con Gabriele Slep, cantautore siciliano urban pop che ha di recente pubblicato il suo ultimo singolo: Il mio più bel senso di colpa, di cui è da poco uscita anche una versione acustica.

Ciao Gabriele! Questa sarà un’intervista un po’ atipica: ti verrà chiesto di elencare e commentare cinque cose. Cominciamo:

Il disco che ti ha più segnato nel 2020

Il disco che mi ha segnato di più nel 2020 è un disco che è uscito nell’ottobre 2019 ed è Persona di Marracash. Apprezzo molto il modo di scrivere di Marracash, questo suo essere visionario a tratti anche un po’ malinconico, in una realtà che vuole incanalarti verso degli schemi ben precisi. Devo dire che mi rispecchio molto nelle sue canzoni. 

Il film che hai guardato da solo durante la quarantena

Durante la quarantena penso di aver visto quasi tutto quello che il mondo dello streaming offriva. Devo ammettere che non sono un grande amante dei film, tranne quelli di Carlo Verdone, ma quello che ho visto da solo durante la quarantena è Il Traditore, con Favino.

La canzone che ti ricorda l’ultima volta che sei stato innamorato

Bella questa domanda. Di solito quando sono innamorato sono io a scriverle le canzoni, devo ammettere che a volte lo faccio anche quando non lo sono, ma chi ha imparato a conoscermi negli anni artisticamente e non, sa riconoscere la differenza. Ritornando al punto di domanda, la canzone che mi ricorda l’ultima volta che mi sono innamorato è Amarsi un po’ di Lucio Battisti.

Quel libro che devi leggere ma che non ti ha mai convinto abbastanza

Uno Nessuno e Centomila, di Luigi Pirandello. Tempo fa mi regalarono questo libro che conoscevo già e iniziai a leggerlo. Nonostante fossi preso dalla storia, non ho mai avuto la forza di volontà di finirlo di leggere.

Una foto senza nessun tipo di contesto

Ho deciso di inserire questa foto, perché è una foto alla quale si possono attribuire diversi significati. Rappresenta me che bevo il caffè all’interno di un Tram.

Bere il caffè può simboleggiare un momento di pausa, di relax e berlo all’interno di un mezzo di trasporto, che di solito è sempre pieno di gente accalcata tra loro e proprio per questo può simboleggiare il caos, è un bel contrasto.

Questo penso sia il fulcro del mio carattere creativo.

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