Giorgio Gaber, “Quando sarò capace di amare” #quellochesentivo

Quando sarò capace di amare è una canzone che Giorgio Gaber ha proposto durante il suo spettacolo teatrale, e nel susseguente disco dal vivo, E pensare che c'era il pensiero (1994), anche se YouTube mantiene memoria principalmente della sua versione del 2001, resa nello spettacolo di Celentano 125 milioni di cazzate, che lo vedeva accanto anche a Dario Fo e Antonio Albanese.

Scomodare Freud, dire “sono fatto così”, dare la colpa a chi è venuto prima. Costruire alibi per distruggere emozioni, funziona, ma limita.

Quando sarò capace d'amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l'amore con mia madre in sogno.

Esserci come riempitivo, e non perché quella persona è ciò che da sempre si stava cercando: la sintesi dell’infelicità. Un bilocale sovraffollato al solo pensiero di ritornarci.

Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.

Amare come respirare, senza dimostrazioni e smanie, senza nevrosi e senza affanno.

Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.

Quando sarò capace d'amare
farò l'amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.

Hai mai pensato che quando sforzi troppo cambi il corso delle relazioni? Chi non oppone resistenza ha capito qual è il trucco. Chi segue il corso del suo fiume vince ogni giorno, e mai sarà condotto nel mare sbagliato.

Quando sarò capace d'amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere

un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso.

Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.

Così vorrei amare.

Chiara Orsetti

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