I Temporali, “Tre stagioni. La vita sognata, la vita vera”: recensione e streaming

Tre stagioni. La vita sognata, la vita vera è il debut ep de I Temporali, nuovo progetto alt-folk di Filippo Ghiglione. Un ritorno alle radici dopo anni passati con il moniker f o l l o w t h e r i v e r e un grande cambiamento per il cantautore ligure, con testi per la prima volta in italiano, senza dimenticare le atmosfere musicali già precedentemente esplorate. 

L’ep si compone di sei piccole canzoni seminate così, come piccoli pezzi di un puzzle, e spogliate di tutto, fatte soltanto di una chitarra, qualche sovraincisione vocale e una voce, vera protagonista con la sua emotività, insieme alle parole che la accompagnano.
Ritrovare la propria voce, ritrovare se stessi e capire che casa nostra, e quella piccola stanza, in fondo siamo noi, dovunque andiamo e dovunque andremo.

Sta arrivando un temporale. Una grande massa d’aria che si sposta e ne incontra un’altra. Proprio come noi esseri umani, buffi e complicati: masse d’aria che si muovono e si spostano per riempire spazi vuoti, masse che si scontrano, si caricano di elettricità e poi fanno la pioggia. Poli positivi, poli negativi. Siamo tutti temporali

I Temporali traccia per traccia

Vivo da sempre un’altra vita / un’onda bianca veste di luce i giorni nuovi

La vita sognata apre il disco e Inizia morbida ad avvolgere nel suo caldo rifugio. In punta di chitarra, con la voce calda e la sensazione di vetro appannato da guardare da soli mentre fuori, inevitabilmente, piove. I Temporali inizia così il viaggio che porterà, brano dopo brano, a esplorare quella vita che avremmo tutti voluto e che abbiamo dovuto lasciare andare.

Lasciarti alle spalle / se davvero non torni mai più

Si prosegue con Piantagioni, che lascia sospesa ancora quella malinconia di fondo, tra rabbia, esperienza e voglia di andare avanti nonostante quello che non c’è più. Il gioco si fa duro, e i duri necessariamente devono correre ai ripari e trovare soluzioni laddove sembrano esserci solo problemi.

La tristezza è caffè macinato / da ciò che è tritato non si torna più indietro

Prendere coscienza che un mancato ritorno a volte può essere meglio di una presenza male interpretata può essere liberatorio, per quanto doloroso. Non avere paura di te riesce a mettere confini dove sembravano esserci solo limiti, analizza ragioni e cerca di capire se poter usare il dolore per crescere, e non soltanto per rendersi vulnerabili.

Tutto passa, tutto si sposta / l’ho chiuso dentro una piccola stanza

Siamo già alla seconda metà dell’ep: I Temporali accompagna per mano e il viaggio, seppur doloroso, riesce a essere incredibilmente avvolgente. Un piccolo posto è straordinariamente malinconica e allo stesso tempo di una disarmante tenerezza, che continua a raccontare di quel che è stato e che non è più, mentre le immagini di una Torino mamma e matrigna scorrono insieme ai ricordi di una vita insieme alla persona amata.

Siamo diventati grandi / nei nostri spazi vuoti senza crescere mai / con la consapevolezza che la nostra casa resta / ma non ci fermiamo mai

Turisti continua il racconto iniziato nel brano precedente: si cambia città per lavoro o per studio, e finché non ci si sente veramente a casa si creano pensieri e dinamiche che inevitabilmente vanno a intrecciarsi con il quotidiano. Andare avanti, nonostante tutto, ma con consapevolezza: questo sembra essere sempre il mood che accompagna ogni canzone, ogni pensiero. L’importante è tenersi stretti, ognuno a suo modo.

Amore mio portami dove sono / e dove sono sempre stato

La vita vera arriva a chiudere il cerchio, a cercare il posto giusto, anche se lontanissimo. Dai pensieri all’azione, dal desiderio alla conferma. Il riflesso di chi siamo oggi non è quello che sembra somigliarci in una vecchia foto, tra inverni che crescono dentro ed estati da aspettare con il fiato corto.

I Temporali è riuscito a creare un nuovo, piccolo universo fatto di consapevolezze sofferte, di prese di coscienza e di amore incondizionato. Quello che a volte, ma solo a volte, riesce a cambiare forma pur rimanendo in piedi, che lascia spazio e tempo anche quando sembrava non essercene più. Da ascoltare in un giorno di pioggia, sapendo che il sole tornerà.

Genere musicale: alt-folk

Se ti piace I Temporali ascolta anche: Letlo Vin

Pagina Instagram I Temporali