Registrato e mixato da Valerio Amendola presso il Canteen Music Studio di Torino, I giorni comunque belli è l’album di debutto del torinese Il malandrino: un disco caratterizzato da sonorità pop ed elettroniche, alternate a momenti punk. Il disco vede la presenza di musicisti e collaboratori come Alberto Bianco e Diego Perrone (vocalist di Caparezza) nel feat. di Non chiedermi di più, primo singolo estratto.

Il Malandrino traccia per traccia

Un po’ di rimbalzi in campo synth pop per I tuoi ricci, brano d’apertura ammantato di quotidianità e di romanticismo abbastanza dinamico.

Non chiedermi di più si fa più oscura e serrata, con un po’ di aggressività. Curioso intermezzo elettronico a metà brano, che poi sfocia in un finale ancora appuntito.

Molto più dolce Innamorati di me, una richiesta d’attenzione svolta con modi melodici, un po’ di drumming, molto synth. Panda granata è sostanzialmente una lettera al padre, nostalgica ma anche ricca di struggimenti.

L’America si colora di suoni elettronici e di una serie di considerazioni economiche, sempre in toni di nostalgia. C’è una parte di sogno nella canzone, inframezzata da handclap.

Luci che si abbassano di nuovo per Primo sguardo, che si veste di nuovo di ricordi personali, con un senso di intimità molto spiccato. Tutt’altra atmosfera quella della festosa e un po’ funkeggiante Di notte, con un inciso quasi rappato.

Profumo di legno, con Stefania Tasca, ha un passo lento e sonorità che si fanno avvolgenti. Si chiude ancora in dolcezza, con Un giorno sarò vecchio.

Molta sincerità, molta autobiografia ma anche qualche ingenuità nelle canzoni de Il malandrino. Il disco si veste di suoni sintetici per ricoprire un cantautorato pop dalle linee spesso morbide e piuttosto semplici.

Genere: itpop

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