Mano in faccia per Davide Shorty, in copertina alla nuova #incontrixsingoli, la playlist più cuorosa che ti possa mai capitare.

Davide Shorty, “Regina”

Molto black come sempre ma anche molto “arioso” l’approccio di Davide Shorty al nuovo singolo, Regina. Il brano, scritto da Davide Shorty, Emanuele Triglia, Claudio Guarcello e Davide Savarese, è stato prodotto e mixato da Tommaso Colliva. A tal proposito l’artista commenta: “Regina è nata nel modo più sincero e quando io, Claudio, Ema e Davide l’abbiamo scritta, non riuscivamo a smettere di riascoltare la prima registrazione. A un certo punto ho esclamato: ve la immaginate sul palco di Sanremo?”

Gente, “Scatola”

Un bel ritmo e un lavoro corale quello che Gente, insieme a Keynoise, tira su per Scatola, il nuovo singolo. Gente è il solo project di Renato Stefano, artista di origini baresi ma cresciuto a Bologna. Si forma all’interno di una crew rap da cui si stacca per poter dare vita al suo progetto da solista affidandosi al producer Parix Hilton: il rap e l’urban si mescolano al pop per creare qualcosa di nuovo che difficilmente si inserisce in un genere preciso e che fa della sua diversità l’originalità del sound.

Leonardo Angelucci, “Henné”

Con qualche cosa che ti fa pensare a Max Gazzé, Leonardo Angelucci mette lì un brano nuovo, Henné. Che dice: “Vivere è non pensare”. Il che spiega perfettamtente un sacco di decisioni di merda in un sacco di vite. Leonardo Angelucci è un cantautore, chitarrista e produttore romano. Dal suo esordio con il disco Questo frastuono immenso nel 2018, ha vinto il premio del pubblico di Musicultura e il Premio Nuovo Imaie della Biennale Martelive, ha pubblicato un romanzo con Phasar Edizioni e ha suonato in tutta Italia.

Guendalina, “Velluto rosso”

Voce piuttosto originale, Guendalina mette lì un nuovo singolo, Velluto rosso, che approccia il brano in modo minimale e teatrale insieme. Cantautrice, musicista e aspirante performer, la ragazza racconta così la nuova canzone: “In questo brano ho deciso di raccontare un’esperienza personale sotto forma di storia romanzata, in cui la rabbia, la delusione e la provocazione prevalgono”. 

I Segreti, “Come fai tu”

Dai, ora c’è bisogno di una bella ballatona corale e aperta, con il finale che fa “nanana”. Ed eccola qua: Come fai tu è la nuova canzone de I Segreti. Che però te la spiegano così: “Questa è una canzone di resistenza, di lotta, di pugni, di salvezza, di pianti, di piogge sottili e di angosce, di balli disperati e ferite aperte. Una canzone per continuare sempre a vivere”.

Giulia, “Prescindere da te”

Ci mette invece un po’ di ritmo e di pepe Giulia, con il nuovo singolo, incazzatello anziché no, Prescindere da te. Una canzone per la quale GIULIA ritiene di aver oggi la giusta maturità per lanciare un messaggio chiaro e definito a tutte le donne che vivono la fine di un amore. “Cantarla oggi ha un significato diverso rispetto, anche solo, a tre anni fa quando il concetto di coppia non aveva ancora per me questa valenza”. “Prescindere da te” è uguale a dire “Mettere da parte te”: “Perché io esisto anche senza di te”. Una donna che – finito un amore – si interroga, su quale siano i suoi sentimenti, cercando di usare la giusta razionalità e un pizzico di cinismo. “Se finisce una storia, pur cosciente di quali siano i miei sentimenti, non devo dimenticare che  non sono io a finire”.

Godot., “La giostra”

Si viaggia in acustico con Godot. e con il nuovo singolo La giostra, con archi e tutto. E infatti: «“La Giostra” è un amore che muore. È il dolore per un amore non più corrisposto, o che forse non è mai stato tale. Guardarsi e non sapersi più riconoscere, essere consapevoli di aver dato tutto, averci provato con tutte le proprie forze eppure capire che ormai non c’è più niente da fare. L’immagine della giostra, su cui idealmente i due personaggi si “affrontano”, sta a indicare una velocità differente ed estranea alle cose di tutti i giorni, un luogo altro, una linea temporale che fino a quel momento era una tana, una casa, un focolare, e che ora però è diventata impossibile da condividere: uno dei due infatti sceglie di scendere, con la consapevolezza di chi rimane che, nonostante tutto quel che ha fatto per salvare il salvabile, nulla è più rimediabile“.

Dibase, “Spalle alla porta”

Metafore calcistiche (e un po’ di confusione: nel testo si citano Del Piero e Pirlo, in copertina la maglia del Toro, ok) all’interno di Spalle alla porta, nuovo singolo di Dibase. Che, metafore a parte, parla in termini indie di una relazione che sembra proprio agli sgoccioli. Gianmarco Servadei, in arte Dibase, nasce a Forlì nel ’97. Contesta, confonde e gioca a pallone fin da bambino seguendo le orme del padre, ex calciatore, finché un giorno, senza apparenti motivi, incontra la musica.

Caravaggio, “Le cose che abbiamo amato davvero”

New wave e una vocalità particolare (solo io ci sento qualcosa di Albano?) per Caravaggio nel suo Le cose che abbiamo amato davvero. Si tratta del terzo singolo pubblicato quest’anno dall’eclettico artista. Un amore finito raccontato con una voce da cantautore e unsoundsynthpop.
“Le cose che abbiamo amato davvero” unisce un sound fresco ed essenziale a un testo che strizza l’occhio al cantautorato italiano. Il brano parla di come l’esistenza scorra inesorabilmente in avanti e sappia rinnovarsi sempre, ignara delle nostre sofferenze personali. Un amore finito, il ricordo indelebile di un Natale a Londra, lavitachecercaunnuovoincipit.
“Siamo anime che giocano nel qui e ora, piccoli punti in un quadro molto più grande di noi”, queste le parole con cui Caravaggio riassumeilsuobrano.