Intervista: Ritmo Tribale, sostanza, nervi e volume

ritmo tribale 2Qualche giorno fa abbiamo raccontato della ristampa di Mantra, il capolavoro dei Ritmo Tribale, che abbiamo recensito (qui). Spin on Black si è fatta carico dell’opera di recupero in vinile di dischi importanti del passato, a partire proprio da Mantra. Noi abbiamo rivolto qualche domanda a Fabrizio Rioda, fondatore e colonna portante della band, per parlare di passato, presente e futuro.

Come nasce l’operazione ristampa?

Questa è dovuta alla passione e al coraggio (!) di una neonata etichetta: la Spin on Black. Loro hanno lo scopo di ripescare dai cataloghi la musica che credono più rappresentativa e che amano e ristampano su vinile in tiratura limitata gli album del cuore. Noi abbiamo il privilegio di aprire le danze con Mantra.

Come vedi il disco in prospettiva, dopo tutti questi anni?

Io lo vedo come lo ricordo e come ne ricordo la genesi, nota dopo nota. Mantra è un disco istntivo suonato da un gruppo che non aveva molta voglia di scendere a patti con la discografia major che li aveva voluti.

In Mantra c’è tutta la forza e l’urgenza dei Tribali di quel periodo: strofe e ritornelli, spesso senza nemmeno passare da un “bridge”. Sostanza, nervi e volume registrati in notti e notti di un lavoro bellissimo con andirivieni di amici e colleghi.

Ritmo Tribale: noi siamo noi

Ritengo “Mantra”, oltre che il vostro lavoro meglio riuscito, anche quello che “si sente” di più anche in molti lavori di band nate oggi o poco fa. C’è qualcuno in cui ti riconosci o che ti piace particolarmente tra le band contemporanee?

Il mercato indie oggi ha un nome e un cognome: è una realtà sempre piccola ma strutturata. Le band possono farsi forza di un pubblco che unito fa numeri iinteressanti, vedi il MiAMI festival o le serate in Santeria Social Club a Milano.ritmo tribale

Da una parte, quindi, ci sono più occasioni per sopravvivere anche con un seguito non proprio mainstream, dall’altra, come normale, ci sono molte più band che fanno i loro giochi pensando non solo a far sentire la propria musica ma a punti di arrivo blasonati; con il risultato, spesso, di non ottenere una cosa né l’altra.

Alcuni invece suonano senza pensare troppo al prrofilo e all’immagine. Una band tra tutte i Ministri che stimo moltissimo e che per certi versi mi ricordano da vicino i Tribali.

Avete programmi comuni come Ritmo Tribale oggi? E se sì, con quale formazione?

Io e gli altri stiamo bene in sala prove. Non abbiamo mai avuto bisogno di conferme, di questo. Di recente abbiamo suonato nella formazione originale in sei. Credo però che Edda non sia particolarmente interessato a fare qualche concerto con noi. Cogliere l’occasione di questa ristampa per fare un mini Mantra Tour sarebbe stato bello e divertente ma temo che il nostro ex-cantante sia troppo concentrato su nuovi lavori.

A lui un bell’in bocca al lupo e per noi il lavoro sui pezzi nuovi di Andrea, alcuni dei quali mi piacciono moltissimo. Se poi la confezione sarà Ritmo Tribale o un altro nome, mi pare la cosa meno importante: noi siamo noi.