IT-POP – 10 esempi di band (valide) del genere che sta rovinando la musica

Oggi parliamo di IT-POP, o anche quel maledetto genere che appiattisce e rende tutto uguale, voce, autotune e tastierine (che se lo fa Alberto Ferrari ok, ma tutti gli altri no), che da cultori musicali bisogna odiare e detestare in nome e difesa della vera musica. Questo cosiddetto it-pop è qualcosa che possono fare tutti (si fa per dire), con un iPad e Garage Band crackato, e i musicisti “veri” non fanno che lamentarsene (qualcuno ha il coraggio di parlare di neo-punk?). Da evitare, ascoltare in modalità privata e assolutamente non appoggiare. Questi 10 esempi di band che vi faranno cambiare idea, o in caso contrario c’è sempre la modalità “sessione privata” di Spotify.

GELLER

Da Centocelle, il duo che è in grado di rendere it-pop maturo. Basta temi tipicamente adolescenziali (liceali oserei dire), benvenuti temi più maturi quali l’alcolismo, la dipendenza dai sentimenti e solitudine. Il tutto trattato senza alcun tipo umorismo ma con immagini vivide, cinematografiche ed efficaci. Tre singoli all’attivo, ma sapete che il primo amore non si scorda mai. Il loro esordio è con “Pausa”, storia di chi non ha la forza neanche per non fare niente, tormentato dai ricordi, storia di chi è fatto di “sangue e orgoglio” e che non fa che ingerire alcol. Ci siete passati? Date un ascolto!

 

CERI

Produttore già ben affermato e secondo prezioso elemento in tutti i live di Frah Quintale (esatto sì, quel bel ragazzone che suona i synth alla destra del palco) e oggi ve lo presentiamo con la delicata “Bimba Mia“, un brano di abbracci e sussurri, storia di chi se ne va con così tanti uomini e si arma di una fragilità non comune. Trascinante, è come andare in discoteca, ma sentirsi sott’acqua. Per chi fa le quattro di mattina e non ci capisce più niente, per chi ama e non sente più niente. Sì, anche l’it-pop ha dei sentimenti, e fanno anche piuttosto male.

 

LIMBRUNIRE

Quello de Limbrunire è in realtà un caso unico, perché sì quell’utilizzo dei synth lo rende assimilabile a tutta questa scena, ma ascoltando quel debut album “La Spensieratezza” è facile trovare riferimenti al cantautorato classico che va da Battiato a De Andrè. E poi, come resistere al fascino degli anni Ottanta? Per chi balla anche quando è triste, per chi ama la cassa dritta (sì, esattamente quella di cui canta Vasco Brondi), per chi si perde sempre a Milano di notte.

 

CRLN

Delicata e rassicurante. É la musica che si ascolta sull’ultimo autobus verso casa. Un timbro particolare, fastidioso per chi è abituato alle voci impostate e televisive, raro e prezioso chi per chi è in grado di riconoscere la purezza e l’innocenza di chi è abituato a cantare in cameretta e non a sgolarsi nelle scuole di canto. Per chi si confonde tra la gente, per chi non si ricorda più neanche chi è. Per chi è sempre nel posto sbagliato, al momento sbagliato. Ascoltate “In Un Mare Di Niente” se volete innamorarvi e ritrovarvi, ascoltate “Da Capo” – feat. Dutch Nazari – se volete stare male.

 

IMURI

Da un nucleo che un tempo faceva parte del più celebre Management Del Dolore Post Operatorio, nascono IMURI. Un primo album scomparso nel nulla e cancellato dalle piattaforme, e ora questo violento cambio di direzione con “Chat Hotel“, un album di matrice alt-rock ma che non può fare a meno di contaminarsi, macchiarsi con coscienza, di tutte le influenze degli ultimi cinque anni. Occhio a “200 Sigarette”, per tutti voi, amanti pop tabagicisti che non possono fare a meno di buttarsi nelle dipendenze pur di non pensare alla ragazza che avete sbagliato a lasciare.

 

GIGANTE

No, non rabbrividite a vedere Gigante in questa playlist dedicata all’it-pop. C’è chi l’avvicina a IOSONOUNCANE, o anche a realtà internazionali come Beirut o Goat, ma trascinanti testi in italiano synth e ritornelli non fanno che confermare che sì, si tratta proprio di it-pop (e improvvisamente non facciamo altro che pensare a come sarebbe stata la colonna sonora di Into The Wild se invece di Eddie Vedder avessero scelto un cantautore italiano, e la risposta sarebbe “probabilmente così“). Una della realtà italiane che vanno cucinate a fuoco lento, un progetto in cui credere silenziosamente prima che esploda (perchè esploderà). Adatto anche a chi ama l’ukulele.

 

SAFFELLI

Praticamente il cantautore che mancava a Milano (che si era ormai fossilizzata sul calco inevitabile lasciato da Dente). Un nuovo ep Ossitocina, che sa di smog, traffico del venerdì sera, viale Padova, di ristoranti cinesi, di Isola che ribolle di gente il sabato sera, e che poi si svuota domenica mattina, di sentimenti usati e di gite nei quartieri più fumosi. Potreste pensare che Saffelli non ha niente da dire, ma ha una rara mente vivida di immagini che è come guardare un film (uno bello). Non perdetevelo e fatelo scoprire a tutti i vostri amici hipster (che sicuramente avrete).

 

I MIEI MIGLIORI COMPLIMENTI

E se già conoscete Saffelli è probabilmente per I Miei Migliori Complimenti (hanno firmato insieme “Verve”) . Un nome che non ha senso, un progetto che parte già folle. Che si sente e si risente a Milano come se fosse sempre lì lì per esplodere. Mi ricordo di quando avevo visto tale Walter suonare (suonare si fa per dire) all’Ohibò di Milano, senza trovarci un significato. Come se un pazzo avesse preso il palco e non volesse andarsene. Si può parlare di dadaismo o futurismo musicale. Per chi, da ubriaco, non riesce a distinguere i discorsi degli amici dalla musica assordante che lo circonda. Così orribile da dubitare che si tratti di qualcosa di geniale.

 

MARTINY

Un timbro di voce che mancava alla scena (prendete Giorgio Poi e fategli fare pop). Un primo singolo Dubai, il cui video è segnalato da Youtube come inappropriato per alcuni contenuti, ma sappiamo tutti che Youtube non ha poi un gran senso dell’umorismo. Martiny farà strada, perchè sa parlare d’amore senza melodrammi, perchè è frivolo senza essere stupido, perchè è uno di quelli da scoprire prima che diventino famosi, perchè Dubai che fa rima con Goodbye non è affatto male.

 

THE GIORNALISTI

Pietra miliare.

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