Jacopo Ratini, “Appunti sulla felicità”: la recensione

Appunti sulla Felicità è il terzo lavoro discografico di Jacopo Ratini. Un diario composto da undici canzoni che analizzano e raccontano la vita nelle sue più profonde e intime sfaccettature. Preceduto dal singolo Cose che a parole non so dire, l’album “Appunti sulla felicità” è in uscita il 9 novembre.

Jacopo Ratini traccia per traccia

Cose che a parole non so dire apre il disco: il passo e lo stile sono quelli del cantautorato classico, seppure su sonorità che includono svariati strumenti.

Più “moderna”, vista la presenza dei suoni sintetici, la seguente Il colore delle idee, che ha un andamento sincopato quasi hip hop, atteggiamento adatto al contenuto aderente alla realtà.

Si alza il ritmo con gli strappi funk di Quando meno te l’aspetti, che ha trame molto fitte e suoni black. Molto più classica la title track Appunti sulla felicità, acustica e cantautorale.

Più positiva nei modi Parlo all’infinito, con indizi di synth pop, con controcanto e ottimismo verbale.

Estremamente melodica Imparo ad essere aria, con tutti i crismi della canzone tradizionale. Movimentata invece Ti ho vista sorridere ancora, con ritmi alti ma gentili.

Invece si viaggia in atmosfere di rock puro con Arriverà il momento, con un drumming che punteggia il brano e buone attività del basso.

L’amore che sfonda prosegue su velocità consistenti e anche attraverso una certa acidità sonora di fondo.

Si torna all’acustico e a una certa tranquillità con Sopra un foglio di giornale, che parla di dignità e di sogni.

Voce e pianoforte per la chiusura del disco, che si registra con le melodie di Ti chiamerò casa.

Nessuna novità travolgente nel disco di Jacopo Ratini, che tuttavia colleziona canzoni ben scritte e di buon gusto.

Genere: cantautore, pop

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