Keemosabe: sentirete parlare di noi

Del Signor Uffa

Loro sono i Keemosabe, ve li ricorderete perché quest'anno, alla terza puntata di X-Factor, hanno conquistato quattro sì alle audizioni con un cover sentita di Roma Stasera di Motta. Hanno pubblicato di recente una personalissima versione di How Long, e ce ne racconteranno delle belle. Abbiamo parlato con loro.

Raccontateci la vostra esperienza a X-Factor, com'è andata?

L’idea è nata per gioco, ci è stata proposta e ci abbiamo provato: un’esperienza che ci ha sicuramente arricchiti, non è il nostro habitat naturale ma è anche giusto spingersi oltre ai propri limiti mentali e “assaggiare” ogni pietanza prima di poter dire “non mi piace”. 

Inoltre, le reazioni del pubblico sono state veramente entusiastiche perciò siamo contenti di averlo provato. 

Cos'ha detto Motta della vostra performance?

Sembra che sia stata apprezzata, solo qualche commento su Instagram ma non siamo ancora riusciti a parlarci di persona. Il nostro sogno sarebbe quello di aprire un suo concerto! 

Come mai la scelta dell'inglese? Non va in conflitto con la partecipazione a un programma italiano nazional popolare come X-Factor?

Come musicisti siamo cresciuti prima a New York e poi a Londra, la scelta dell’inglese per noi è molto più naturale di quella di cantare in italiano. X-Factor voleva anche essere una prova del nove per capire se il nostro prodotto avesse anche una potenziale audience qui in Italia.

Sembra che ci siano ancora tanti appassionati a ciò che facciamo noi e specialmente alla musica live, perciò l’obiettivo è entrare in contatto con tutti questi nuovi fan suonando dal vivo in tutta Italia.  

Siete in contatto con qualcuno dei partecipanti?

Sì assolutamente e auguriamo il meglio a chi arriverà fino alla finale! Abbiamo conosciuto persone e artisti meravigliosi, per citarne alcuni Flora, Monkey Tempura, Seawards, Accasaccio, Booda, Michele Sette... Questi programmi sono una fucina di talenti incredibili, è un vero peccato che non tutti abbiano il tempo di mostrare quanto valgono. 

In definitiva, di cosa parla How Long?

How Long è un brano degli Ace che abbiamo voluto stravolgere con una cover esageratamente anni ‘80: synth, batterie alla Phil Collins, vocoder e chi più ne ha più ne metta. Un esercizio di stile su un brano che essenzialmente racconta di un uomo che scopre il tradimento da parte della propria compagna. 

Cosa c'è adesso nel futuro dei Keemosabe?

Sarà un anno di fuoco! Stiamo terminando il nostro primo album con Tommaso Colliva (Muse, Afterhours, Calibro 35...) e non vediamo l’ora di farvelo ascoltare. 

Tour in Italia ed Europa in programma, non ce ne staremo neanche un secondo con le mani in mano. Speriamo vivamente che sentirete parlare di noi! 

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