The Zen Circus, “Andate tutti Affanculo”, il libro: una recensione anti-biografica

Di Chiara Orsetti

Un blog di musica tendenzialmente non fa recensioni di libri. Almeno fino a che i musicisti non si mettono a scrivere.

Andate tutti Affanculo è il romanzo anti-biografico che Appino, Karim, Ufo e il Maestro Pellegrini hanno appena pubblicato, con la collaborazione di Marco Amerighi. Per tutte le 324 pagine continuo a chiedermi: cosa sarà realmente accaduto e cosa, invece, è stato inserito per tenere vivo il racconto?

Si comincia con un giovanissimo Appino, ai tempi del primo anno di superiori. È stato ribattezzato NPS, nato per subire, giusto per far comprendere la fama e il rispetto di cui godeva in quegli anni. Scorrendo tra le pagine si scopre una provincia non sempre accogliente, quella che poi verrà raccontata in Pisa merda, che genera ansia e frustrazione, ma che allo stesso tempo resta attaccata addosso anche quando si prova ad allontanarsene. Vai, vai, ma dove cazzo vai? È la domanda che si ripete costante lungo tutto il romanzo. E soprattutto, ogni volta che muovi un passo in avanti come puoi esser sicuro che la vita non ti rispedisca indietro?

Appino a 20 anni era uno stronzo. Ma forse lo era anche prima. Uno stronzo che in qualche modo ha preso le decisioni giuste nei momenti più sbagliati, dando forma al gruppo che, nel corso dei capitoli, diventerà il Circo Zen. Tutti i protagonisti hanno dovuto lottare per conquistare ogni piccolo traguardo: dalla consapevolezza di essere diversi dal mucchio, alla presa di coscienza che per salvarsi spesso è necessario lasciarsi qualcosa (o qualcuno), alle spalle.

Gli Zen, ognuno a suo modo, hanno scelto di lasciare indietro per non rimanere indietro loro stessi. Lasciare indietro famiglie ingombranti, dietro la cui ombra si rischia di vedere tutto sfuocato. Lasciare indietro amici perduti, il cui peso sarebbe insostenibile. Lasciare indietro la sensazione di impotenza e scegliere di esserci. Scegliere la vita, come si diceva in quel film psichedelico. Dove per vita si intende di non aver paura di morire ogni giorno.

La musica e il gruppo sono sempre stati al primo posto per ogni membro del gruppo: la tenace indifferenza di un campanile, sopravvissuto ai bombardamenti e tutt’ora placidamente in piedi tra le vie di Pisa, è la stessa incosciente saggezza di questi ragazzi. Che bevono, fumano, dimenticano, litigano, non mangiano… ma che alla fine restano in piedi. E dalla loro posizione, un po’ in ombra per via della Torre, continuano a suonare per chi, come loro, sa di non avere alternativa al futuro.

The Zen Circus e Marco Amerighi
Andate tutti Affanculo
Mondadori, 324 pagine
16,5 euro

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