La recensione: “Post Meridian Soul” dei March Division

E' uscito ieri "Post Meridian Soul", il secondo ep dei March Division. Si tratta di un ep "lungo", con sei tracce e che lascia spazio per una visione significativa del lavoro della band.

"Post Meridian Soul" è scritto e prodotto da Andy Vitali (voce e chitarra) e arrangiato da tutti i componenti della band, Emanuele Platania, Mattia Pissavini, Stefano Lai. È stato registrato e missato al Morning Park Lodge studio di Barzio in provincia di Lecco.

Il lavoro dimostra molta consapevolezza, attenzione agli arrangiamenti che non diventa ossessione, ottima "padronanza del mezzo". I quattro componenti della band sono polistrumentisi e hanno un background fatto di produzione, arrangiamento e conoscenza della strumentazione elettronica.

Un buon lavoro nel complesso, che non perde la sua compattezza benché sia evidente a tutti come nei tempi veloci contemporanei a volte basti un singolo pezzo azzeccato per regalarti "la svolta" (che poi magari dura quindici minuti, ma questo è altro discorso). Non si legga però il giudizio come un'etichetta di "commerciale", perché non è questo l'universo di riferimento.

Si parte con Right on my way, pezzo piuttosto catchy che non  a caso è scelto come presentazione dell'ep. L'intro è quasi fuorviante, la canzone parte moderata, ma come ogni traccia dell'ep riserva qualche sorpresa.

C'è poi Dig it, in cui gli echi degli anni Ottanta e il cantato riportano a un mondo fra Depeche Mode, New Order e il synth pop degli anni Ottanta (del resto il "Division" del nome della band non può che far pensare ai Joy Division e ai loro "eredi", per l'appunto i New Order). La base del pezzo è pop, vestita con suoni elettro  e dance.

Anche Dowtown Devil riporta riferimenti alla parte nobile del synth pop, con in aggiunta qualche uso di cori. Old Man Knocking è a medio ritmo, la più essenziale e con la linea melodica più tradizionale. A guidare qui è la voce che, nonostante gli effetti e le cornamuse sintetiche di sfondo, esce abbastanza pulita.

Friday will come non è proprio di umore baldanzoso, nonostante il titolo che sembra invitare alle feste del fine settimana. Il pezzo è moderato ma con qualche esplosione momentanea.

Si chiude con Sell by date, che scava in ambienti un po' più oscuri senza perdere però in ritmo e aggressività. L'insistito riff di chitarra si scontra con effetti tipo sitar a movimentare il percorso.

La scelta di un ep oggi si può interpretare in molti modi diversi: quello dei March Division è probabilmente un modo per compattare i ranghi e testare le acque in vista di un lavoro più completo. Lo spaccato che offrono in "Post Meridian Soul" è comunque già piuttosto significativo delle potenzialità del gruppo.

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  1. […] anche un po’ UK) che spazia dal synth pop anni ’80 all’indie rock più recente. Qui la nostra recensione di “Post Meridian Soul”.  Risponde alle nostre domande Andy Vitali, che è il fulcro della […]

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