La recensione: “Tutto brucia”, Monica P

“Tutto brucia” è il nuovo disco di Monica P, pseudonimo di Monica Postiglione, che torna a pubblicare quattro anni dopo “A volte capita”. Il disco si giova di collaborazioni eccellenti, su tutti Hugo Race, fondatore dei Bad Seeds di Nick Cave.

L’arrangiamento è affidato a Sacri Cuori, la produzione ad Antonio Gramentieri e Franco Naddei, registrazione e mix al Cosabeat Studio da JD Foster (Calexico, Marc Ribot, Vinicio Capossela) e Franco Naddei. Il disco vede la partecipazione anche di Giovanni Ferrario (Race, PJ Harvey e John Parish) e Vicki Brown (Calexico, Steve Wynn).

Un mondo di riferimento, quello che va sotto l’etichetta di indie rock, che non si rispecchia interamente nel disco di Monica P, sottoposta a influenze più variegate. Le dieci tracce di Monica P riportano una grande varietà di atmosfere, un’attenzione agli arrangiamenti che a volte sconfina nell’eccesso. Si varia il percorso sonoro per dare maggiore spessore a testi intimi, anche egocentrici, che cercano di scavare il più a fondo possibile.

Ci sono linee melodiche evidenti, come quella di “Lucida”, e ci sono movimenti sotterranei, come quelli di “Dove sei”. Ad accomunare le due canzoni la chitarra elettrica, che è presente ma mascherata da effetti, mutata nel suo intimo, complicata e virata.

“Ridotta all’osso” e “Tutto brucia” abbondano di effetti di svariati colori, la seconda in particolare evoca panorami quasi industrial, prima che Monica inizi a cantare in modo quasi sommesso. La sua voce si modula spesso in modi diversi, qualche volta sembra addirittura più matura che in altre tracce.

“Come un cane” è introdotta dalla voce cavernosa di Hugo Race: Monica P fa soprattutto il controcanto, su un’atmosfera tra il folk e il western. A volte si scende profondamente nell’intimo, come in “Nuda nel buio”.

La personalità è buona e la ricerca di originalità anche, a volte si abbonda un po’ nella ricerca dell’effetto sonoro. Ma sono vizi di crescita che si raffineranno nel corso del tempo. Se dev’essere un “nuovo inizio” per Monica P, questo è senz’altro un buon passo.